Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
200
Einzelbild herunterladen

200 CI A Fo Soſterremo la Guerra, e ſia mercede Dela Vittoria la vita del vinto, Tacque: Alio in maerià nel tꝛono ſiede Con la ſua Diua in cieco amore auuinto⸗, Quando il Re con loſcettro il ſoglio fiede, E dice d ira il volto, e d'odio tinto: Saran ben mille, ed io ſolo, che il vanto Diſperderò con larmi ſena incanto. . 71 ecui Venere diſie:& miol inuito, Sia temerario a lor, che a me ſia giu flo Abbattere!'orgoglio⸗e paxo, ò ardito, Qul ferma tunche fai del piu robufto, Tal ſial caſo di te, quando ſchernito Con le tue Donne a canto il paſſo auguſlo Trouerai de la n orte incontro a quefta

Man, chel fulmine pioue a latua teſta. 1²2.

Mira il Veneto tuo Guerrier si forte Noſtro, come caual domato in corſo, E con noi guerreggiar, che danno apportes Nota; la briglia ha'n teſtaie'n bœcca il mor E de le Donne tue vedi la ſorte(o, Dopo larme trattar, che loro è occoſo Fauteſche di cucina, e villanelle Portar lacqua dal mar dimeſſe ancelle.

53

Ciò detto, abi pio ſpettacolo, e vicino D'Augelo a gli occhi;teſſ g'appreſe nta, Vede Agenor condurſi nel camino Con la bocca dal morſo, ahime, cruenta, Col ferro de la bꝛiglia, ò fiero vncino Dal capo pioue ſangue, e non pauenta, Alira eg li il dolce amico in tante pene, Cbhelduolo ha'n frõte,e'n ſen l ira cõtiene.

544

Jl pietoſo Campion tanto ſi dolſe, G Che maggior non fu'l duol del morto ſiglio, Saltò dal ſuo cauallo, e'ucontrar volſe Lamico, e conſolarlo nel periglion: O magnanimo, diſſe,(e qui l accolſe, Elo abbraccidò piangendo) io ti conſiglio Soffrir barbara legge, che fia ſpento Da la forteæXa tua si reo tormento.

N T O

75

Dolce Patria è Tenetia, Scco lamico, Ala i manigoldi gli ban tolta la flrada S§?, che non vede piu, ſe non nemico Che loſcherniſce, e lo caccia con ſbada;, Angelo armato in ſuo coſtume antico Jalta a cauallo, a pianger piu non badas Se non che ad odio l'alma, eIcore alletta,

En'attende da Dio giuſta vendetta. 56

einci da quello hot' or toſto ſi è tolto, Einaſpra col partit uel petto l'ire; Perche, abi, mira lontau nel popol folto Le Donne di enctia comparire, 1 Con le veſti ſuccinte, e roſſo il volto Per la vergogna, in cui pa che S'ad ire La maeftd del'alma lor bellexa«x, Che tanto da la taga, e s'odia, e ſprezæa.

9

57 Angelo fugge quella horribil æiſta

De lo ſpettacol fiero, e laſcia il Campo; Nel boſco ei vd piangen do, e ſi contiiſta, Cbe al dauno del amico non ha ſcampo; AMa la doglia è con l'ita acceſa, e miſta, Si che nel pianger gli occhi moſtran lampo, Col qual tra foſche nebbie il tuon saſpetta, O'che fulmini Gioue la ſaetta. 5⁸

D'indi paſßa Agenorre in briglia moſſo Dal reo Sergente a la pia cruda Maga, Einnanzi al Ke per la Pieta commoſßso; Si del nouo tormento ella ſi appaga, Che ſe ne ride, e dice: Ei hia rimoſſo Da la disſida, ou è? mira la vaga Ven ere ciò, che può, potrà bene auco Far hattert a le Donne a terra il hianco.

19

Mdolo mio, mio Re, farròmmi ſaggio DHel donato deſtriero, e di ſue ſpalle Seruiròmmi ala ftaffa,& al maneggio,

Poſcia lo mauderò dentro ale flalle, Ecco ſaglio in su'l mio, vado al paſ'eggio; Calca il dorſo al Campione, acciò falle, E ſalta in su'l corſier per eſſa armato, Egrida: Qu''t Riuale? Alo fleccato?

3 Denga