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DECIMOOTTAVoO. 499
1522 7 8 40 4.. 4*.„. la che? Non vi ſon tanti i Duci eletti Ma ai piu forti magnauimo è patire
Difenſor de la Patria, e Donne inuitte?
Che fa Agenorre, e gli altri pin perfetti?
Son perl eſilio a lui Gratie interditte,
Se non dal Ciel, l'aiuto in van vaſpetti Da Heneti a dolentes Sono ſcritte
Dal' huomo a l innocente leggi inginfte, Poi ſi attende tra vie di virtij anguſle?
4¹ &* ripiglia: A me ſon ben hore corte, E ltempofuge, e corro, ed io nol giungo; Se non hai noua, almeno in quella Corte Riuela il nome, e la mercè, ch'a ggiungo A chid' dngelo tal la noua apporte; 3 Angelo a lui: Per poco il tempo allungo, Dimmi lenetia è nel ſuo aſſedio forte? Intrepida a pugnar vd con la morte.
Angelo allbor con gli occhi l'accom
E diſſe: Hor vd 5 il vero ate Sredn. Peꝛ Angel ſuo Venetia in van ſi lagna, C5 egli viuo, e preſente, e lei foccorre 4 Ne 44 la Patria fido ſi ſcompagna; 3 De linnocenza mia V'enetia paga 2 b9 E del ꝛitoruo mio bramoſa, e vaga.
&d io men vo fra le hehzahe
Quando Uenetia piange, Uamen, Achi mi ſcopre a lei, forſe qual madre Ilß glio nel ſuo ſen chiama ala ſede;
O qual piu brama addolorato Padre Saper noua del figlio, onde gli diede Bando da la ſua caſa, al fin pentito 4 Bandiſce l'ire, e chiama il ſuo bandito.
Leftremo mal perl'alma Libertate,
Sard Dio, ch'eutro il mar potrd punire
Il nemico, e ver noi ſpirar Pietate, Fortexxa ei ci dara fino al morire,
Et in Heroico cor l'ire inſiammate
Pper ſeruar la innocẽ a in Guerra ingiuſta,
Ell noſtro cor ſeruar cõ Guerra giuſta. 45 me;
grida la guardia hormai: Ferma:e dal no-
Riſponde Angelo: lInomeò n Caualiero, Che a la Regina, ò al Re ſi manda, e, come Eſpofto haurd de l'ambaſciata il vero, La Patria, e chi lo manda, e¹l lor cognome Noto vi ſia dal animo guerrieros Tolto è in mexzo tral'aimi accompagnato Al Re per entro al Caãpo ſchieie armato. 47
„.. 42. (iò detto, il ſuo deſtrier ſprona, e ſen corre; Per doue paſea Angelo ſcopre, ammira
La formidabil' Hoste,& infinita,
E P'armi, e la militia, e! ſito mira,
E Pordine d'armar con gente ardita, Nota i difetti ancora, e poi reſbira
Ne la antica ſperana non ſmarita,
Il numero pauenta, ma la ſbeme
Gli moſtral Hoſte 2 yinfuria, e teme.
4 giunto al Re innani, a la Regina eſpone
La disfida de i quattro: O Donnase Alaga, Dice cou formidabile ſermone, G Camilla, e gli altri tre ¶ſe pur ſei vaga Di ſeco guerreggia:) nobil tenone
Ti appreſentan per me, ma ſet'appaga Seco il pugnar, laſcia gli inganni, e! arte,
Serua la fo, ſeguil bonor di Marte. 49
44... AMa la ſberanza ĩn Dio par, che mi apporte Ti disſida Camilla, e quei traditi
Dopo il ben mag gior ben ſi
il 9. no alleſtremo EA ecco quꝰ ſta Iofte mnaeheſne. L. ampia Capag 4 Che uon vaglian le tue mari — arin Per chiudere al nemico il 2en ben Che per marè, é Per terra in duro aſfeaio La tua Viginita ti venga in tedio⸗
na è ſua, Venetia, io tremo,
TLa nel Pinetto da tua mente fiera; Veuga de gli aſſaſſini vn che t additi, Là combattemmo con la morte vera; E dican quei,che ſon da noi fuggiti, Noftra Vittoria è la ſua morte auſtera; O'corpo a corpo, ò due, ò tre per volta, Quattro, e le ſquadre tue coutra noi volta. Soſter-


