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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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198 CrA N T O r

30 Poſcia quella magnanima Guerriera Adultaè fatta al Padre hormai ſimile, Camilla è deſia la mia figlia vera, Che fummi tolta in flato puerile; Felice chi da Diol aiuto ſpera, Anxi, che'n ben mirar laurco monile Jo ti conoſco in ſomma merauiglia Dopxo tanti anni, o mia rapita fglia- 31 Queſia di ſua virtude il ſommo pregio Facquiſta con!'eccelſe, e rare impreſe, E di ſe ſteſſa ſua fortexaè fregio, Come la vidi in horride conteſe Trattar forge virili, animo egregio, La Donna del Leone al fin ſi reſe Al Leon di Venetia, e con ſue inſegne Contende per la Patria opre ben degne.

eAndròmmi fral Hoſte a noi nemica, Spiegherò la disfida de miei figli; O'nn lor gratia dolciſſima fatica, Vtili guerre,e facili perigli; E quando ſia,chel vno al altro dica, E per graue ſlupor ſi merauigli, Quel Venetian fra le nemiche ſquadre, Qrel(aualiero era quel Duce il Padre.

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Quel' Angelo da Hettor bramato; atteſo Ne la innocena ſua pin, che mai viuo Non mendace a la Tatria, ma l'offeſo Da la Patria? flimato vn fuggitiuo, E Imperator di mar, e haueſie teſo Contra Venetia, e'l patrio ſuol natiuo Ribellion, congiura col fratello Eſule da la Patria, qual Ribello.

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Teſo inganni a Venetia quel fedele, Cui dato fu l'imperio del armata 2 AMaov'è Duce innocente, empie querele Eſilio ingiufto, aſpra ſentena data A petition d n mentitor erndeles Scorgo il ſeren, che'n ſorte s beata La Prouidenza eterna, che non erras Mena i miei ſigli a lieto fin di Guerra ·

35 AMa qual ſuon di Corrier, che grida,aſpetta⸗

Verſo Angelo il Corſier corre, d pur vola; Ei batte il fianco, e ſe ne viene in fretta, Laria ne porta tronca la parola, Faſciato hal petto, attorno il colloſtretta Di feltro pende la faldata ſtola: Ferma il Cauallo ad é Ingelo corteſe Il fiato, e la parola in vn ripreſe.

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(aualier qual tu ſei parte, ò nemico 8 De Pinclita Venetia al gran Leone, Sappi, che alta ventura a te predico,

Se mi deſſi contezxad vn(ampione,

Angelo è'l nome, ai Venetiani amico, Come Ribel ſua ſorte rea diſpone Atandarlo in bando, e condanuarlo aſſente, Ma aperto èl vero al fin; notoè innocète.

37 Lo chiama da l'eſilio al primo ſtato Venetia, e piangel'aſpraſua ſentenka«, Come Liberatore egliè bramato, E ſe ne duol del danno di ſua aßenza; Onde con patti, e voti egli? pregato, Che Dio col ſuo poter moſtri in preſena ell'inclito Guerrier, quell' Angel vero Torni a la Patria,& al ſuo degno Impero- 5

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La mercede è theſoro, a chi'l riuela, Edi venetia la piu bella Spoſa; Comandato io men cercar loquela Dal Mondo, ò da ſua fama glorioſa; Che, v'ei pur viue, la virtù non cela, In Guerra la ſua man vittorioſa, Anzi ſpero fral Hofle anco nemica Spiar vefligio, e far:chi prouaiil dica.

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eAngelo a lui: Non hai noua migliore, Che ſia reſa a Pipin Venetia ſaggia? Vaà, cerca Angel di Dio Liberatore; Vola colà ne la celeſte ſpiaggia,. Che fama n'hauerai del ſuo valore, Dal Ciel!' Angelo ſol ſuo lume irraggia, Verrd dal'alto con celeſte gloria, Riporterà a Denetia la Tittoria.

Ma