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20 Doue l'oro in bei circoli riuolto
Filato ſerue per ſottil ricamo, O'aſſoteigliato, e ne i pennelli auuolto Ai veli, aĩ panni teſerlo poſſiamo; Angi abbellir, dorar,& ornar molto Tutto cidò,che goder cõ gli occhi habbiamo, Etrarne verghe, ò Tanima de l'oro Aunatura emular con tal lauoro.
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Aſtonoi Giganti a lauree Porte, Quadriforme il palagio in vafte celle, Quini il ſaggio ingegnere in varia ſorte Stampa le impreſe nobili, e piu belle, Ele imagin de i Duci, ò pur la morte Inuidia le monete, perche in quelle Dei prencipi magnanimi in alterna
Reuolution de tempi il nome eterna.
22 Da quefto Frario pars nata ſi alleue La fede col timor del popol ſido; Noma al mancar di cui fu ſerua in breue; Se'l nemico contempla il ricco nido, Doue ſiede il theſoro ei ne riceue Tema dal ſuo poſſeute,&s aureo gridos P'oro preſidia i forti, ond'è viuace Neruo di Guerra, el Tempio de la Pace.
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ANira la imago veneranda è deſa
Religion, che a Dio min iſtra. ſola,
O quanti sergeran J em pij ton eſſa,
La fama di Venetia al Ciel ſen vola;
Onde in eterno a lei ſard commeſſa
La maesid, il decoros e la parola,
E del ſuo ſanto nome il degno honore
Ne la Rotonda ſacra al Kedentore.
24 Oue poſa San Marco il Tempio è ornato
Di muſaico lauor, d'atdenti ai, Cbhairtaggiar le colonne,& ingemmato Col paragone, ei marmi il ſuol vedraia Con induſäre modello fabbricato inae il Corintos e il Dorico, d' aſai, Quiudi ei ei par, che al erger sꝰ g&ran mole Scarſe furon de i Rele entrate ſole.
A.
15 on quella Arca è theſoro, e ſacroſante Reliquie d'altri Santi ricourate, Splende il Carbonchio,e luce il Diamante Con gemme di valor le piu pregiate, Quel pauimento regio par ſi vante Di non inuidiar le ſtelle aurate/, Qul appeſe ſtan de i Prencipi le inſegue, Vla Keligion par piu, che regne. 3 26
Da la Cittd di Coſtantin portati uattro Caualli in suů le moſie ardenti
Quaſi di man di Fidia eſigiati
In su la porta ſtan d'oro ſplendenti, Senxa morſosanbelanti, rabuffati Vanno a sſidare a pieno corſoi venti, Tanto emular uatura arte ſi infinge, Cbe catne il brongo,e viuo ſpirto cinge.
27 jl palagio regal' poflo a canto De la Cbieſa,& in quadroè la ſtruttura, Quei Giganti a le ſcale ſi dan vanto Elſer di Policletto la fattura, La maeſta di cui ſplende altrettauto Con varie Sale d'oro, a la figura Magnifica, e celeste è'n tal decoro, Che vinta è la materia dal lauoro. 28 Ala vogli indietro l'occhio, elà rimira Lefigie natural d Adamo, e d' Eua, Scorgo, che afiſſa i quei l alma s'am mira, Con quale arte ſcolpir la man poteua, Se Dio fu pio ſcultor, ma ſe non ſbira, El'ono, e l'altra, auuien, che Dio ſoleua In quei l alma inſpirar, ma li pieſeuti Son finti genitori de i viuenti. 29 Dedi marmorea ſcala a gli ocebi in viſta, Doue ſagliouo i Padri porporati, Fama immortal Penetia tua u'acqui fla⸗ Perche ſon quei Giganti lauorati Con le baſi, e le moli dal artista 31G A l'imagin di quegli ſmiſurati, Che depredar Venetia ſi dier vanti, QOude ſi noma Scala de i Giganti.
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