Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
176
Einzelbild herunterladen

ͤͤdͤdͤuaua

60

Arirafte mai certa materia ardente

Ne le fornaci d vn continuo foco

Steſa gonfiarſi, e rimanere algente

Da lo ſoffiod vn huomo a poco, a poco, Prender forma di vetro, ò d'apparente Bicchiere, onde noua arte ha preſo ĩ gioco, Che altri beuendo ſpanda, altri a le mete

Giunto del vin di Tantalo ha la ſete. 61

Da la menſa di Gioue alte, e diuine

Traſſe le forme del Pittore il braccio Pingea co' ſmalti hiſtorie peregrine, Altri è veftito di ſpumoſo giaccio, Altri è incroſtato fra gelate brine; Del bicchiero celefte il guſto io taccio; Fra i corui eſſigiato ei par, che vaglia Moftrar lopra di quel di Cornouaglia. 62

Nl gioco Martial prima a me piace Dirui come in Venetia è vn'odio innato, E d'infernal diſcordia, e pertinace;

Ne la Citid ſi ſcorge vn reo peccato, Che allatta i figli, adulto ei vien tenace Animo, che vaneggia infuriato; A Guerra Nicolotti, e Caſtellani Si sfᷣdan pronti con armate mani.

63

&xli è natio furor nudrito in faſce

Col far guerra tra i Veneti in ſul ponte,

Quindi, e quinci di ſdegno il cor ſi paſce,

Combattendo co' pugni a fronte a fronte,

E ne la viua giouentu rinaſce

Stimolo di Vittoria, opprimer l'onte

Il partial ricerca, e piu rappreſta

Leoffeſo, onde a pugnar torna, e fa teſta, 64

Qualbora a laria con rumore aſcende

Doppio eſcreito d api a fat loꝛ guerra, AguzXa il roftro, e da la coda ftende L'aculeo,e con venen pugna, e s'afferra; Il vincitor', el vinto in lor vicende More su le punture, e cade a terra,

Talne l'acqua, ò in su'l pôte vn cade vito, Che vincitor cadente, d poi ſoſpinto.

65 (on gli elmi rilucenti vn'altro ſtuolo Rimonta il ponte, e ſcende qual torrente, Che ſpinto poſcia dal roſſor, dal duolo Sale a la miſchia, e ſi arma piu potente; Con groſſi legni allhor vedraſſi vn ſolo Linuito ſoftener, ma a lui cadente Succede vn'altro, e cou bellico carme Gridar ſi sẽte ĩtoruo, aime, ame, a l'arme. 66

Dai tettii coppi fan crudel tempeſta,

Che rõpe, abbatte, e ſuena, e carne,e sãgue, E ſi arma il Protettor; morte a la ferta Inuita, el viſo de le Donue langue;, Al fia con haſte a guerra ognun ſi deſta E cade l' huom nel mortal Lioco eſaugue; Qui fa diſcordia a gran fauor d Iaferno, Che tal Guerra ciuil duꝛi in eterno.

67

De le Regate i ricchi premij, e honori

A i vincitor ſon preparati, e reſi, Fra cento giouannette i vag bi amori ScherXauan ſotto i lor ſuccinti arneſi, E de i giouani mille inſpira i cori AMarte, onde al premio, et a la gloria acceſi Stan su le moſſe in corredato legno, E giungon col deſio la meta, el ſegno.

68

Qual ſoura Vonde rondine ſoruola, O' quale alato in mar curuo Delhino Col nuoto, ò pur col volo altrui s'inuola, Tal gondoletta, ani ſpalmato Pino, Co' roftri a prora, e poppa nel mar vola Co' remi, ò l'ale, e Slende il ſuo camino Ratto, e quieto; Una tal barca moue, Ne l acqueo Cielo al ſuo diporto Gioue.

6

9 Scorron nel corſo gli arredati legni In mille foggie, e'n ricchi fregi adorni, Che ſon le impreſe di piu varij ingegni, De ĩ trionfi Nettun par, che ſi adorni, Col tridente ſi moua, e nel mar regni; Cosꝭ il Nobil patricio in certi giorni Comandaua nel corſo, e con la deſtra Itraſgreſſor de patti vrta, e baleftra Dna

4Xℳ