Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
174
Einzelbild herunterladen

40

cd egli: Hor di: Camilla è la Guerriera,

Che ami, e nel piè ferita di ſaetta 2

Jo ben m'auuiſo, che ſia figlia vera

Di nobil padre, edi Proſapia eletta,

Vidila con Giganti in pugna fiera

Portar Vittoria, e far degna vendetta,

Qualhor Tideo tra le T hebane genti

Vinte halinſidie, e i traditori ſpenti.

1

4 cd egli: Odi, o Guerrier, che al dire imperi Con nobil faccia in mae ftade humile, uefla è Camilla; miei riuoli veri Son del ſangue Latino a me gentile, Oude Latinaè detta, ei ſuoi Guerrieri Portamenti, e nel'arme oprar virile Dan ſegno, che da me fu accoftumata, AMa da altro Padre in gran Cittade è nata.

Doue il mar d' Adria lambe i noſtri lidi, Vn giorno a caccia mi ſucceſſe caſo; Sentij cola nel boſco pianto, e i gridi Di fanciulle onde il cor mi ha perſuaſo, Cyy'io ſpiaſſi con gli occhis&d ecco vidi (Stetti in me ſleſſo attonito rimaſo) idi le Giouinette ai Pin legate Recare amore a gli occhi, al cor pietate.

43

JTo m'appreſio,&; incido gli empi nodi, Che de li fteſſo crin fea odo vn laccio, Ie slaccio a pena, e i traditori n'odi Onpir de gridi il Ciel, mi ſtrinſi in braccio, Traſportai queſta; A i frodator le frodi Non valſero al faggir per darmi impaccio, Timor l'ale mi diede, amor la via

Ai dettò si,che fu la preda mia.

44 Ammiro le fattezxe,e gli atti, el viſo, Viriù dal capoꝛamor da li occhi vſcia, I iſpiegò en bel roſſor di Taradiſo Con pudicitia, e con belid natias Cratie mi reſe, el cor reſtò conquiſo Per la prudenae la ſua legiadria, Col dir diſciolſe i ſemplici concetti, Che per/ glia m'isforan, th io lacteqti.

*

45 Le piacque sl la mia paterna cura,

Che adulta in diuiſando il ben dal male Atteſe a proſperar la ſua ventura, E rendere al mio amore il premio eguale, Vbbidir, come foſſ la iigura Di Padre, almen d amor', e la reale Memoria abbandonar dei genitori,

Ponere in me di figliai veri amori. 46

Toccaua a pena de i duo luſtri il ſegno, Quando tra le campagne:c i giouinetti Alotta, al deſchio, al pallo, a pugna degno MN'haue l'alloro ai merti, a i grandi effetti, Che partoriua il ſuo diuino ingeguo;

Furo a la cacciatrice i ſuoi diletti Qut'l Cinghiale afferrar, ſeguir la Cerua, Fatta in amor per! honeſid proterua.

4

47 Nota mirabil ſorte, che le occorſe, II Red' Etruria vn gran Leon nudriua, E tra i muri ſortꝭllo, ma traſcorſe Fuggito in queſio,ò in altro boſco,ò'n riua; A cacciar le compagne entro eran corſe Quando a mia Figlia incontro le veniua Manſueto,e d' vn pie punto da ſpina, E'l Leon co ſuoi veæxzi a lei sinchina. 8 45 (amilla accorta del ſuo mal veloce Con deſtra man traßee dal piè la punta, E'I Leon liberò dal duolo atroce; Grata la Fiera a la Vergine aggiunta Non la abbandona piu, non pur le nuoce, Ma a prò di lei la vita hauria conſunta: Venne a noi trionfante col Leones. Che a canto a lei Coniglio humil ſi pone.

49

Imparò con le fiere da la fiera

Onerreggiar, depredar, vincer ciaſcuna,

Con l'ardire creſcea ſua foræa altera,

Fin, che Dio vuole alarla a gran fortuna,

Col proſperar l anima ſua guerriera,

Si come in Terra, e'n mar tenea queſta vna

Sempre verde ſperanza di Dittoria,

E'l Leone accreſceua a lei ſua gloria. Due