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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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162
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20 Succeſſor d' Aleſßtandro!' Ottomano Credea troncar quel laccio con la ſpada, Che ine ftricabil nodo Gordiano Se ſciolto, a lui conuien!' Imperio cada; Ala nulla fu, cheꝰl laccio? ſourahumano Aunodato da Dio, cui tanto aggrada Fondar la Chieſa ſua con forte chiodo, Celeſte laccio, e indiſſolubil nodo. 21

Ne lo ſtendardo, ò!'Aquila,&l Leone Con le due chiaui vnite al' alma Croce, Queſti tre ſcogli ſon, c' baurau tenone Contra lempio(orſale in mar feroce, Cold mira la Claſſe, che ſi pone Preſęo gli ſcogli in ordine a la voce; Ecco i Turchi, il nemico a la giornata, Ecco in mar veleggiar laſelua armata.

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Sen ſard auuenturoſo, e ſacro il giorno A la Regina de i celeſti ſpirti, Ch'a ſuoi fidi Vittoria, a Turchi ſcorno Otterrd dal ſuo figlio, e non dirti, Con qual pietade ella a Giesu a intorno Pregherd per larmata, e non aprirti, Come il ſuo dire i cor di marmo ſpetra, E moſtrando il ſuo latte il tutto impetra.

23 Dagno giorno, che a lei ſia conſecrato, B'n memoria de gaudij, e de ſuoi pianti, Ede le glorie ſut ſia celebrato; O Martire Giuſtina in Ciel fra i Santi Qual mira, ò quale incenſo piu odorato De tuoi prieghi offrirais Poi con quai cãt Inuocherai Pieta col ferro in mano, Il cui pregar non hia di Gratie vano. 2

4 cd ecco il mar ſedato in pace, e'n calma

Ha dato bando ai venti, ale tempefte,

uando il Turco venire a certa palma Credeaſi al ſuon di nacchere moleſtez Onde i(ampion di Chriſto con forte alma SFarmaro, e, come par, Guerra s'appreste, Ognun sauana, a la Vittoria aſpira, Data pace fralor Marte p̃adira.

25 Scorgi lordine inuitto di battaglia,

Che i Generali tre nel mex o ha cinto, Ala Claſſe di(eſere ſi aguaglia, Chen queſto mar cõtra il Riuale ba vinto; Par, che' valor di queſti al ſommo ſaglia Con lo ſquadrone a crudel Guerra accinto, Con ſeſſanta Galee forma nauale Battaglia formidabile, immortale.

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(inquanta, e tre Galee fanno ala a que fta Con duo corni a la inuitta Claſſe vniti, E le trenta Galee la ſquadra preſta Formano di ſoccorſo;& ſon sa arditi, Che dan ſegno di Guerra manife fla, S'alxano i gridi, e gli horridi muggiti, V proprio vn boſco par, che il mar ſolcaſſe De' Turchi innumerabile la Claſſe.

27 Qud di Marte il terror, paſto a fronte Del nemico in ſei faccie, quattro ardite Auanti la battaglia, e due ſtan pronte De i lati a la difeſa, a i corni vnite, Sei Galea e da ſpiautare vn monte; Sono moſſe di vele infinite Dal Barbaro crudel ne la ſua Armata, C'horribilmente grida, e vuol giornata. 28 Quegliè Imperator Veneto al manto Koſſo, a la ſopraue fte, e in lucide armi, Lanimo inuitto dimoftrar può tanto, In ſua canitie fefteggiante parmi, E ſolo di Vittoria darſi vanto: O foldati, dird, chi ſuperarmi Potrd d ardir e di valor, ſe pio Per me combatte, e per voi pugna Dio? 19

Ah magnanimi hor hor quell'empio Trace Da que ſta voftra man caderd estinto, Sacqui fta con la Guerra anco la Pace, Quando da noi rerterd il Turco vintoz In mano è la Vittoria del piu audace,

E chi non ardird da gloria ſbinto? Da la ſalute de la Patria noſtra? Da la ſalute de la vita voſtra?

Qual