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paCIMOQVYINToO. 153 30 ,. Qual fu cagion di guerreggiar piu pia? Doſto in graue ſcompiglio il fiero Trace V b
Quale importante, e pin da Dio bramatas Militar per la Fede? e porſi in via
Di acquiſtarſi da ognun gloria beata? Ecco a fronte il nemico, egli ſi inuia Contra noi a predar la nostra atmatas Durate; Poſta e gial' vna ſalute
Ne la voſtra inuꝛttiſſima virtute.
— Voi ſi ſent Tanrigkiari⸗ tuouare Da la hocca ſpirar loſcoppio horrendo, Ei fedeli di Chriſto a Dio votare La vita, o morte a lui pietà chiedendo; Quand ecco parue, che ſi apriſſe il mare Col fragor, che inſuonaro in ſuon tremẽdo Le artigliarie de li ſei grolſi Pini, Che ingombrar di terror tutti i vicini.
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Dal terribil fragor l'aria ſi frange, E con terror ſi ſmoue, e mugge il ſuolo, Ell piu cupo Ocean tremulo s'ange, Tal riceue la terra eftremo duolo, Che fulminati i ſuoi Giganti piange, Credendo, che da tal fulmine ſolo Foſſer morti, e ſepolti, oue'n eterno Staſm l ſuperbo ardir nel cupo Iuferno.
„. 33 (on terribil tempe fta i groſi legni Miraai Traci portar l'eſtreme pene,
I Corſari punir de i fatti indegni,
Pedi aſe le Galee montar le arene, Varcarl'alme de' Turchi a: negri Regni, Altre ue ingoia il mar d'puomini piene, Dai tormeuti di GCuerra altre ſon ſparſe
In aria, in terra, in mar ſommerſe,& arſe.
34 (on catene fammauti, e balle armate
Le artigliarie grauide id Ien ſcoccando, Di piĩor bo le lor viſcere grauate
Giuan dal foco attiuo il tuon rotando Qualbora eran del lor parto grauate Da Pprora, e pôpa, e hianchi riportando A la turba inftdele horrida morte,
Parue, che apriſſe Iuferno ambe le porte.
Che altri in fuga ſommerſi,& altri eftinti
Gemer fa il mar dai remi, e viene adoſso, n Al corſo, al grido horribilmente audace, La Claſie in tre ſquadront il Turco ba moſ Onde aſiale con empito pugnace,(or Qul Marte in mar da tutui i lati è ſcoſſo, Qui battaglia a hatt aglia vrta, e g'afferra, E corno a corno dd principio a Guerra.
E ſei Galee nemiche a Guerra entrarſi
Col fulminar lor brandiè ftratio tale,
Chel mar roßoo di ſangue ſembra farſt, Se ftà forte il nemico a gloria vguale Gia comincia il fedel d'ira a ſcaldarſi, E ſi accende il furor, le fore, e il core, Dou'è inuitto de Ueneti il valore.
de Dedi ĩ tre Generai con la Reale, 37
(hi ſi arriſchia ſoſpinto a morte cade, 1 Tale ſquadra ſalir ne l' altrui legno” Hor ſi vede cacciarſi da le ſpade, Aa il valor de fedeli è giunto al ſegno, Che ſi acquiſta in pugnando Libertade. V E ſi auualoras, chel giuſto ſdegno Ne la Real pur ſale, ammaxa, e prende, Ma il Barbaro ie. e von ſi rende. V
Braccia, e teſte nuotar del mare in ſeno
Mira cold pugnar fra i morti i vini, Di quà l'acque ſommergerli non meno.
Quanti cadonoe ſtiuti, ò ſeminiui,
Si rinfora! aſſalto, che vn baleno Fra fochi ſparſi appare, hor mira quini
Quelle arme lampeggiare, preſo,e vinto Il Turco General rimane eſtinto.
39 Nel tempo ſleſſo il pio Campiou di Chriſto. V Salta nel legno, e Caracoka aſtale, Ruota la ſbada, e del ſuo capo acquiſto, E fa di ſua virtu gloꝛia immortale, Con valor inuittiſſimo fu viſto Depredar la Galea con ſtratio tale,
I aftrle 1 Con la ſanal Calea fur preſi, e vinti. b 2 Merco


