Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
160
Einzelbild herunterladen

Iur Ade l'ombre

il capo Juo fu-

M nebre

. Manto ſpiegò la N nottea le auree

AEdi maäna fral- bumide tenebre

Rugiadoſo il bel crin vedeaſi in quelle, E gli occhi fiammeggiar tra le palbebre D'argento, o ſcintillar chiare facelle, Si che de i tanti lumi il AMondo adorno

Gode gran luce, e non inuidia il giorno.

2 X Nel Monaſtero gli Angioli diuini,

Che eran di Dio Virtude in Ciel pregiati, Reſero le accoglienze, e i Pellegrini Furon con parca menſa riftorati; Moſtrano in faccia d eſſer Cittadini Del ſacro Empireo, in terra anco Beati, Apron di lor virtuà tanti theſori, Quanti ne'opre lor chiari ſplendori.

3 Poſtia da quei s'apre vn theſor celeſte, Per cui! Heroe s'abbaglia in mirar fiſo, Oli par vedere vn Sol ſopracele fle, Che apporti agli occhipropino il Paradiſo, Quand ecco lalma di l'irtà ſi veſte Per ammirar de gli Angelil auuiſo, L'anima e¹l ſenſo col beato lume Coſe de lalto Empireo ydir preſume.

4 D'Angelica Virtude era ſplendore, Che gli occhi del Heroe purga,& alluma, E gli aſſicura il piede nel'horrore, Doue ſente nel ſenſo algente bruma Qui ſegue il ſuo Cuſtode al vago albore, E per ſaper la mente ſi conſuma, ual notte chiara, ò qual:heſor ſotterra Ne la ſceſa riluce, ò naſce in terra.

X

2 Der ſotterranca, e tenebroſa via Tra ſaſo, e ſaſſo in giu ſcendea' ſentiero, Qal il pio Custode al ſenſo humano apria Del viaggio quel piu, che gioua il vero, El Guerrier confortando vn lume vſtia, COhe luce piu del Sol nel ſuo E miſpero, Altii Angeli veſtiti in carne humana Sciogliono il dit con lingua ſourabumana. 6

neſto, che odi vn hollor fraòl gielo, e' foco E'lſeminar, che fal alma natura Con tanti varij ſemi a poco a poco Germogliar gia ſcorgeſti la verdura,

Fior, frondi,& herbe, e frutti in ogni loco, Qul le occulte di Dio Virtudi han cura, Che de! berba verdeggi, el fuol Sammäte, Spargon ſemi, bor da ſemi inneſtan piante.

7 Solida nel ſuo centro adamantina La terra fu architetto di ſua forma, E nel ſuo core vnita non ruina, Ma in mexzo al Mõdo il graue corpo for- E'n giro la fondò Virtu diuina,(ma, E ne le vene ſue n'impreſſe l'orma tanti varij ſemi, onde ſon nate

Da la terrena mole opre ammirate. 1

Nel'immobile ſuo centro rotondo Sopra le eſtreme ſue baſi raccolta

Staſſi la terra, oue ella in s' ampio Mondo

Nel punto ha la miſura in ſeno accolta:

Qualhor giran nel Cielo ĩ moti a tondo,

E queſto Ciel, che a lei d intorno volta

Diſtingue l'hore, e i tempi attorno quella, Che metaè nel concento d'ogui ſtella.

9

Mira i marmi a la terra eſſer come oſſa, Le caue eſſer ſue vene, e la pon mente, Ch'alXa il capo ne' monti, e fa ſua poſſa Per coronar co' fior chioma naſcente, Dele viſcere immenſe in centro, ò'n foſſa Arricch ſce il ſuo cor d'oro lucente, AMira cold ne la ſulfurea grotta Nuotarl'argento viuo in autea lotta.

(orre,