DEGIMOQVARTO. 157
59 Aurcifo col tuo ſtuolo, e magno, e forte(dbal tacque, e ſpar, come aurea luce,
Pugna per lo tuo Impero, e non ſai, come Del male acquiſto i d),'hore ſian corte, Trattien col tuo valor le poche chiome Cuelte da la fortuna, che la morte Eſtinguer il tuo Imperio, e ĩfame il nome, Se non che la tua infamia s'erge eterno Trofeo de la tua vita ne! Inferno. 61 ( veneti la pugna tal ti arreco, C'han pofto lo flendardo di San Marco Ne la Torre maggior, la Furia teco Con diſperation lancia in te l'arco; Fugęgi Greco, e ti ſerra in monte, ò'n ſpeco, Ma di Giu ftitia Dio non fu mai parco, Ituoi misfattil han com moſo a HMdegno, C han di remiſſon paſſato il ſegno. 62
Fl Tirauno fuęgꝰ, ma in ſuo ritorno Lattende Morte al loco del de itto; Ala qual veggio trionfo, lieto giorno, CObe da la eterni:d nel Cielo o ſeritto 7 E da lei regalato è! Ducal Corno Con Diamante di valore inuitto,
Fi eleg Ce Imperatore il franco Duce,
Onde in Venetia vn doppio Sol riluce.
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LImperio ella ricuſa. ma fu eletto Vu ettor tra quei leneti il oi degno, Che regga con pietd, con dolce affetto La Cittade, e lo Stato, el di lui Regno;, Hor dala eteruita ſia ſcritto, e letto Di fama eterna il fatto non indegno De ĩ glorioſi Leneti Vittoria Scritta in Diamante a loro eterna gloria.
De la muſica mia ra Paſoa ſin ne l'em birea eterna ſtanza E come&xbo uel ſine il ver fa 2eJe, Che rragli ngioſ ealſa cauſonana⸗ Che la Cuerra, i Trionfi, e“ degno merto Canterau con ſuperna rimembranxa, Spirto, deh vieni, e ſe io finiſco, oſauto Fra gli Anuali del Ciel ſerua il mio cauto.
mo concerto
Che difrompe la nebbia vn balen d'oro; Diſe il Romito allbor: Pietoſo Duce Vdito hai di Venetia il ver theſoro; La Pietade, e'l valor, che'n lei traluce; Angelo ſceſo è qud dal ſommo choro Per riuelar quel, che fra tanti giri Vittoria occorrerd, che'l Aondo ammiri- 66 O Dio col freno tuo ſanto correggi (Dice Angrlo) l'error de miei lamenti, Chi non s'affda in te, che'l Mondo reggi? E mi diſueli i graa venturi euenti; Non baſtauan, Signor, l'eterne leggi Poſte nel Cielo, e'n tutti gli elementi A far, che io amaſſ te elemente, e pio, Se Angelo non cantaſſe a fauor mio? 67
DPiega le mani, e con la fronte in terra
(Cid detto) adora, A cui dice il Romito: Alma humiltd, che quanto piu s'atterra Tanto lo ſpirto ſuo fatto è piu ardito,
Che'l piu alto&mpireo a lei ſteſſa diſſerra,
Econ gli Angeli il ben ſommo infinito
Gode allbor nel ſuo trono a Dio ſimile,
Quanto beata piu, tanto pin bumile. 68
Toggierem verſo il monte, oue vno hoſtello Di Padri ſi ricoura a Dio deuoti, AMa per fornire il dl con dirti quello, Che al Principato tuo conuien, che noti, Comoreſa hai crudeltd di quel Kibello Cui le Furie han dettato fiesi voti; In vdire i conſigli hor fatti accorto Stando co' remi in mano anco nel Porto.
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Non affrettare a la ſentenza il corſo,
Col far neceſſitd, dou'è conſiglio,
Si matura col tempo il huon diſcorſo,
E ſcorge piu ſontan l'acuto ciglio,
Da Conſiglieri non haurai ſoccorſo,
nal tra Gladiatori nel periglio;
Perche da chi ſi pugna ne'arene
Schermire a ĩ colpi ſubito conuiene.
Non


