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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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50 ci Furia erndel dal ſier Cocito, 0 Che gia s'oſcura il Sole al graue ſcempio, Il ſerpentino crin loſæuardo ardito 3 Veggio? Murcifo del tuo aſpetto eſempio, Ond ci,&ha del tuo affetto il cor veſtito Tenta il misfatto ſceletato,& empio, Che non ſi ſmoue dal ſuo peſo Atlante? Cbe non'aggira il Sol verſo Leuante?

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51 Cv'en fraudolente cane, vn traditore UImperio baueſſe a la Uittoria voftra Ab vedete, chen man col ferro hall core, E la vita, che ſpande il ſangue in moſtraz uegli è, che nel ſilentio, e ne Pporrore Cela il gran caſo, e Imperator ſi moſtra, Ma il giudicio di Dio l ha fatto aperto A lui per pena, a vei per degno merto. 76Le

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greco ingegno ha d'ordir ſi reo misfatto, ia ſi ſpande la noua, onde ecco a'arme

Col deſio di regnar tende lo ingannon Peroche a ĩ Greci ſuoi paleſeha fattoni Lempio diſegno, quei pronti ſi ſtanno⸗ E con ſedition giurando il patto L'ban fatto Imperator con l'altrui danno, Danno, e morte d' Aleſſio il giouinetto D'ogni virtude in verde età perfetto-.

Finge ei daſſicurar lo incauto figlio

Ferla ſedition da i Greci moſsa,

E di celaiſi loꝛ gli dd conſiglio

Fin, che'n ſecreto con ſue man rimoſſa Habbia cagion di cosi gran periglio, Ma, ahi, mano immonda con letal percoſta Feriſci, aſtali Aleſſio, el guidi a morte, Empio couſiglio,& eſiecrauda ſorte.

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Occultar vuoi quel graue, empio delitto Per publicar la tua forte felice,(ſcritto; Chel'lmperio al tuo ſcẽ pio empia ha pre- Aa il Cielo inclina a te vita iufelice, Che ne le di Hio tuo inganno ſcritto, La qual per gli innocentiꝰ mano vltrice, E contra te fulminerd quel dauno, Che merta il tuo bomicidio,elteſo ingãno.

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O Veneti pietoſi, ou'è l'armata? Per Maac, per Aleſſio,oue limpreſe? Meuan que ſti nel Ciel vita beata Voi per lo traditor bauete ſpeſe Le fatiche, i ſudori, e la giornata Del voftro ſangue a pretio a voi ſi reſe La gran Cittd del Atagno Coſtantino, ZTal di voftra Uittoria era il de slino?

Gridarſt, ite, offendete, e fulminate Con la voſtra Pietd, ton degno carme Del leneto valor le deſtre armate; Quell Aleſſio innoceute, el Padre parme Chiamar contra il Tiran voſira Pietate⸗ Con Aurcifo la fraude fta coperta,

Ite, o Ieneti inuiiti a guerra aperta.

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&d ecco il gran Leon pigliar tenxone Col Lupo inſidiator, tou olpe aftuta, Scuote la chioma? a vindicar ſi ponue La vita altrui da quel tolta, e perduta; Qul la malitia alui Vace propone

Cau baſſa coda, e con la bocca muta, Ma il giuslo&e di loro inſidie ſatio Fa del lor doppio cor ben degao stratio·

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1 Rug gir ſento il Leon, batter la coda, E incitare i ſuoi figli a noue prede, Dela Claſſe voltat veggo ogni proda Contra Bixantio, e del Tiran la ſede, Par, che la tromba fin dal Cielo s'oda Per attetrir chi dentio in otio ſiede, Gia il traditor fa ſupplicar la Pace, Ma uon ſi crede al Greco empio, e fallace ·

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Ribombò il marn ſi fo l'aria tremante Di mille trombe al ſuon, che la percoſſe, El popolo Latin fatto pin auante Contra Bixantio,&l reo Tiran ſi moſſez Al primo aſſalto il traditore inante Vide la morte, che la falce ſcoſſe, Ma la Furia il vigor reſe al ſuo core, Elalta ambition bandèl timore.

Mur-

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