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3⁰ (he dici, o bel Garzon, nepote indegno Del crudo Aleſſios 2lolho anco ti chiami? Con qual forteza, òſtil celeſte, e degno Con la bocca di latte iſpiegar brami Quella virtu, che ti ritorna in Regno? E ſule viui, onde a Pietd richiami Quella armata fortilſima, che acquiſio Ha fatto del Sepolcro almo di Chriſto. 1
Che la impieta de Barbari depreſſa Gli Hunni eſpugnaſte ebri di sãgue, e i ſuoi D'Atila Caui con la imago eſpreſſa; D'Atila, e di Hunni ahi foggettato ha noi La barbarie del Greco al viuo impreſſas uegli è Cane al ſuo ſangue, e di ſo priuo Aleſio, e vero mentitore Aigiuo.
Cbe non piu Imperator de! Oriente, Ma ſepolto in prigion d eterno oblio I Tirauno lo tiene, e lo innocente Figlio a' aac, che io parlo, eſule,&t io Da la Pieta de Veneti s ardente Iupplico aita per mio Padre,e mia, A voi mercè da Dio ſpero, che ſia.
D'Naac contta il Tirau pregare aita Con l'armi, e col valore, e col conſiglio, Cou la voſtra Pietade a Hio gradita; Comprendete ragion, noto&l periglio Del mio infelice Padre, e di mia vita, Deh le lagrime mie, col Kelo voſtro Accendan l' arme, e'ire ad vtil nofiro-
In que ſta etd da tutti abhandonato Ricorro a voi del mio gran beu preſago, Che voſtra alma Pieta mi torni in Stato⸗ Abi mi ritorna in mente legraimago Del mio gran Padre Iſaac, che. ſconſolato Con doppia cecita nel carcer chiuſo
Staſi da! empio leſRio, abime, diluſo-
154 RO ANOI O.
.. 35 Ambo noi ne ſperiam di vita il fiutto,
Chel leneto poter ci ſia in ſoccorſos
Egli compare in viſta orbo, diſtrutto
Per li diſagi, el lungs aſfanno ſcorſo;
To ciò, che è'n mio poter vi donatutto
Pur, che al Tirã poniate il freno, el morſo,
La Cittade, 1Tmperio, ogni altro acquiflo
Fia voſtro, e voſtra Lan mercè di Chriſto. 3
31 1 Tarmi, che dici: OQ pia Venetia, o voi, Fra l arme, e ĩ duri cori de ĩ ſoldati
Può tanto il dir del fᷣglio Aleſſio, e prie- Che fra gli arſi foſpir da i cor gelati(ghi, Spargẽdo il piato auuiẽ, che ognun ſi pie- Ela Pietd ſoccorre, sl che armati(Cbi⸗ Accendon l'ire, e innani, che ſi ſpieghi Il velllo di lei, le vele ai venti,
Toccan di Guerra i bellici inflrumenti.
3 37 L'empio Aleſſio è fratel del Padre mio, Qual dopol armonia de i varij accentiT.
EHor' aſpri, hor dolci con ritorti giri Fanno vn ſuon tra dolciſſimi concenti
Eug he, e ripoſi tremuli, e ſoſpiri,
S'ode Echo riſonar fra i rotti venti, Quando l'orecchio par, che allhor s'adiri
VFdendo acre tamburo, e rauca tromba,
Ond il Cielo, e la terra, e'òl mar rimbomba. 3'8
33 Mirate lo infelice Aleſſio fglio O magnanimi Duci, ite felici,
Ch' Dio propitio, e l'aure a voi ſeconde, Ite a Bix antio, e le voſtre ire vltrici Eſpugneran del dir larti faconde: Contra Aleſſio le man vindicatrici Voſtro gran danno, a voi Glorie feconde Opreran si, che l'innocena noſtra
Fard(brona a la Pietade voftra.
34 Jo nato Imperator profugo, e vago Odi Aleſſio Tiranno, il ſommo Duce,
ECondottier di formidabil gente
Al naturale Imperio riconduce
I Greco Imperator de Oriente:
Depon lo ſcettro, ò ne'hodierna luce
Ti sida a Guerra: Il mentitor ſi ſente
Guerra gridare; Allhor riſonan l armi,
E ſi indice la Guerra, ognunos armi 2 38
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