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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Doue il fatto non d, preſuntoò in vano, Cbe Venetia caddò, che violata

Sua Libertd da Barbaro,ò Romano, O foſſe reſa altrui vinta,ò domata; Come Cittd maritima la mano, Col conſeruarſi Libera a ſe nata, Ciunſe a la fede del Imperio Greco,

Ne perdè il ſuo candore vnita ſeco. 21

Je arroge ſoggettion la vicinanxa, VNon vi ſaria confin, ſe non ſoggetto;

Theodorico ancor pugnaie sauana,

Vinto Odoacreè Imperatore eletto; Onde al Italia eſtinta è la ſberanza, ChelImperio Roman poneſſe aſpetto⸗ De gli Imperij diuiſo amplo il gouerno Reſta enetia Libera in eterno.

22 (alodoro prefetto Imperiale Scriſſe, honorò, laudò'1ſole,e'l mare D'Aaria, ell gouerno nobile, immortale, E il coniar monete, e le opre rare; Non comandd, pregò, fu ilgrego tale, Che ĩ Veneti nauilij al ſuo parlare Moſſe a fauore, onde il ſale, e il frumento A Kauenna reco vitto, e contento.

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Arbitro fu Narſette,ò Arbitratore Tra Padoua, e Venetia nel litigio, Non difin la lite,e il tempo attore Decretd il Hadouan per ſeruo,e ligio; Non comandd a Venetia, qual Signore, Ma come amica gli prefld ſeruigio Tagitt ando ſua gente con nauili,

Eil eneta fur Liberi, e ciuili.

24 4 Nan caddèro quei popoli marini

1 Sôtto! Imperio Greco,ò de' Som ani,

Queſti il Regno nel ſtria, ani a i confini Di vicilia alargaro ermi, e lontani.

Nai ſette grato con voti diuini

Pagò Venetia de gli aiuti bumani,

Col conſenſo però de ĩ Padri ei reſe

Venetia adorna de le nobil Chieſe.

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25 Quando tramò Narſette lempia tela

Ber ſterminarl Imperio, ecco riproua EItalia il danno de la rea querela, E ſaluarſi in UVenetia a tutti gioua; Di Libertade al porto a piena vela Con lo ſcampo la ſbeme 7 rinoua, Qul i Nobili d Italia non fur tardi A fuggir crudelta 25 i Longobardi. 1

Naè quel nome d' Heraclia fabricata

Da ĩ popoli da Barbari fuęgiti Denota ſoggettion, ma ful innata

Gratitudine d oblighi infiniti,

Come Heraclio di Coſdra hauea portata Dittoria inſięne, e come eran ſeruiti

Da la ſua ſbada, e protettione, e fede,(de. Quindi Heraclia fu a Duci, e ſcettro,e ſe

27 Qul il Doge anco da! ſole fu eletto

Contra i Barbari in mar pio Capitano, Che a prò de lalma Libertade il petto, E vi poneſſe la ſua inuitta mano; E ſe poi confermato, ò benedetto Dal Paſtor ſommo, e qual ſia Chrifliano, Che la Pietd non laudi? o qual maligno Ardird denigrare il puro Cigno?

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La prima generoſa alma Vittoria

Contra Leone Iſaurico, e Rauenna

Dai Veneti acquiſtata con tal gloria,

Che la fama immortal Poema impenna;

Chi oſcurera la pia verace hi ftoria

Con lo Squitinio di maligna penna?

Non a comando, m'a pietà l'impreſa

Per l'Imperio, e la Fede, el'alma Chieſa. 945

Obelerio, Mauricio, o ſia Giauann

Dagi ribelli a Talma Libentade,

Ohe le inſidie, le Guerre, e i teſt inganni

De Pſole formaro vna Gitrade,

E Libera da Regi, e da Tiranui

Sorgerd la Republica, ein etade

Adulta eternerd certo il doſtino,

E foaderd uel Adria il bel Domino. . Troco

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