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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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140
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10

Col'vbbidir', e'l comandar conuiene Formar lo Imperio, in cui natura ſcriue La lege vniuerſal del comun bene; Quc to ordine diuino alto preſcriue

La Prouidena ſua, cheò Ciel ſoſtiene, Che altri regnare, altri vbbidir diſpone,

Elo Imperio del Mondo orna,e compone.

11 Felice di Republica lo ſtato,

Se hau ne le man lo ſcettro quei migliori, Che al poter, al ſaper, voler gli è dato Per ſeguir la virtu, punir gli errori; Que fto Imperio di Saggi fu landato,

E piu in bocca, che'n proua vſcito fuori, Se non che vno, e felice fia'l gouerno

Di Venetia, e durabile in eterno.

12 Dinean ſenza altro giudice ſicuri

Quei(ti rimembra) Veneti ben ſaggi Frd le caſe coſtrutte, e donde i muri Beni godean con nobili vantaggi: D'amor feruenti, e de la fede puri

Compaitian, come a tutti il Sol ſuoi raggi,

Era lor vitto vguale, e le ricchexXe Facean menſa comune a lor grandexxe.

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Che da ĩ miglioꝛi libera la forma Riceueſſe, non nego, poiche nati Nen da ſaſſi,ò da Quercie, ſi che vorma Sortiſſe de gli Aſili, o d'altri ſtati; Ma Libera Kepublica ſi informa Tra i coſtumi de ĩ nobili Ottimati, Libera non da ĩ muri, ma ben degno Non per conſeuſo,ò forza teſo il Regno.

14 Se quel magno edificio in alto Riuo

Sotto in fiuſi celefti a me ben noti NelOrto ſuo di Libertade priuo Foſſe coflrutto da Com patri oti;

O ſole ſoęgette nel foſtiuo

Di con cheil Ciel propitij ha tutti i voti, Vano èil cercar, priche il formal gouerno Da ſua naſcita è libero in eterno.

C A N

Nota, che l'huomo a ſe proprio non viue

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15

uei Conſoli,òd Tribuni, ò pure Hipati Al'Imperio de Greci non ſoggetti S'accoſtauan, ma liberi a lui grati Fondauano in regnar principij eletti: Maritimi, non Veneii, nomati, Ma indipendenti in Iſole riſtretti; Di Republica forma ordit ſi ſpera

Quale utuno prouien da Primauera. 16

Onde a gli Hipati precedeua il Duce,

O' ſia de le alme leggi ſeruatore, Queſti de la Republica qual luce Irraggiante rendea regio ſplendore, Come l autica hi ſtoria il vero adduce Kauenna Sede fu d' 1mperatore, AMa il dominio vicino non conſtrinſe Venetia a patti, ò conl'armi la vinſe. 1

7 Anxi nel humil tetto a parca menſa

Siede qual Rege il badre di famiglia,

E libero le leggi iui di penſa,

Elibero comanda, ò pur conſiglia;

Hor l'alma Libertd con laude immenſa

Ai Veneti ſireſe peꝛ lor figlia,

No il nome allhor di Barbaro, ò Romano

Stimò, e! Imperio a lei s'oppoſe in vano. 18

Sotto Atila de i Barbari il concorſo

Non occup de i Veneti il bel Regno; Picci olo si, ma a piu ſelice corſo Di Libertd concetto hail frutto degnos Che diuiſol Imperio hebbe ricorſo Sola a ſe ſteſſa in libero ſoſtegno, D'Occidente! Imperio anco occupato, E preſa Italia ella ſeruòſſi in ſtato.

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Odoacre eſpngnò, domò ripreſe

La bella Italia,e Re di lei diuenne:

Ma l enetia per forza, ò non ſi reſe

Mai per conſenſo a' Regi,e ſuo ſoſtenne.

Perche egli non curante in Guerra atteſe

Dincer Geneſerico, e in fatti auuenne,

Che Sicilia eſpugnò, poi Pheba vinſe,

Ed Odiua, a maggior opre ei v'accinſe. Doue