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CANTO DECIMOTERR ZO. 1 F L Sol, che eſtin- Quando allbora il buõ Marcoꝰ humil vesta
gue, el auree, Stelle accende Qõ dolci tempre Kalda ampio il terreno,
Cinto di lucea!' Oriente aſcende
Spargendo raggi dal lucente ſeno, Il rinaſcente giorno inſiamma, e ſblende, E Taurea luce ingombra il bel ſereno,
Quel vago dl, che Luna, e Stelle in vno Non vagliono apportare apre que flo vno.
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Ne l aprirſi i coloꝛi il padre pio Porge ad Augelo Oechial, come vna trõba, Per cui tra caui vetril'occhio ardio Iarcarne i Cieli, e penetrar la Tomba Ol centro de l' Abiſſo, arde il deſio 3 Di bora veder, doue virti rimbomba, Qui ponſi in viſiaa diuiſare il fine MNe lapparenti imagini diuine.
....5 ira, diſſe il Romito, a prima viſta Eimago del tuo Santo Protettore, Ecco ti appare con la faccia mi ta
Tra la bietade, el ſuo douuto amore,
Tratto da man de i Barbari F'acqui fla, O ſi ruba il ſuo corpo a tauto honore, Ch'egli in beata Caritade acceſo Liberatore i ſuoi ſempre ba difeſo.
Al fauſto Porto la citta feſteęgia E lo accoglie deuota, e trionfante, 3 Come a s alta protettion pauueggia, Che in lei Cratie dal Ciel biouin cotante, Quante da Dio lo E uangeliſta chieggia, Quiui fermando vino ancor le biante I Santo profetò, che'n picciol foſſa Douca morto poſare il corpo, e loſſa.
Del Mondo luſinghiero i vani honori,
E diſpregiaua quella turba infeſta
De gli Idoli del huomo, e de gli amori: uiui ei. edò de ĩ ſenſi la tempefta,
E ſi fè Peſcator de i Peſcatoti,
Teſé la rete viuo al vecchio Adamo,
Lallettò, lo pigliò qual peſce al bamo.
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Quelle Sante Reliquie, el'alma imago, Che de l' uangeliſta nel cor ſiede, Tragge il popol deuoto a ſe preſago, Di inuiſibili Gratie con la Fede;,
E'l Pontefice pio da Roma vago
Di venerar San Marco moue il piede, E'l Santo peregrin graue, e deuoto Venetia benedice, e ſcioglie il voto.
7 Dimmi, o Padre, diſſe Angelo, la grande Forma d'ampio Palagio? io miro quello Con le auree baſi ſue tanto ammirande; Sembra fortexa, ò Imperial modello; Vegęio in capo d' vn Re, che l'ali ſpande LEAquila, e'n giro ſtriſcia vn'aureo auello Regio Serpente, qual muraglia forte? Perche in guardia i Leoni a le alte porte? 8
&æęli a lui: Il Palax⁊°, qual paraggio, O'de Iiperio hu man vino ritratto, Cinge lui la Pruden&a, el&e ben ſaggio Con prouidi occhi fotma ogni opra, ogni at E s'aſiſſa al diuin ſupremo raggio(io, Deguo ſi moſtra al buon gouerno,& atto, D'oro le baſi ſono, e d'ora il tondo La fortexaοεν Leon, lo ſpatio il Mondo.
9 Quaſi Cittd contra nemici Auftrali
Sergetd tal, cheiſe Attila il gran(aue Minacciaſſe al Italia ĩ corſi mali, Rintu erebbe leſue furie inſane, Tanto è ceſtrutta con gran forti eguali, Che propuęgnacol fia contra inbumane Barbare nationi, e ſperal'alma, Che dei Ceneti ſia forte a, e Palma.
§ 2 Nota,


