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30 Yro copio in ſuo linguaggio diſre il vero, AMa gli interpreti ſon falſi, ò mendaci, Conceſſii prinilegi dal Impero Son di ſua Liberta ſegni veraci; De la naue di Chriito il pio Nocchiero Con quella ſugellò perpetue Paci, De P'vno, el altro fu ben grato pegno Con l'amicitia del comun lor Regno.
31 La Libertà natiua piu ſi ſcorge Da la Giu ftitia contra il proprio Duce Quindi anco il mero Imperio? tid riſorge, Che banditi, altri prini de la luce, Altri da i(an sbranati, onde saccorge Oęnun, che da le biftorie il vet riluce, Se i(aloprin ricorſero al Impero, A che pro, ſe il caftigo hebber ſeuero? 3² Gia la priſca Venetia haueua in vſo Di coniar moneta, e mi par vano, Che dir vole ſſe ſale, e ſaria eſcuſo, Seei pur dicelſe pecora di Giano. Nę(aſyodoroſeriſſe in ſenſo oſtruſo: Se confermòl! Imperator Romano Vimprontar le monete, fu ad honore C'paueſſer nel Imperio il lor valore.
33 Era publico il ben candida meta, Per cui nel corſo de la vita attende D'acquiſtar gloria il glorioſo Atleta Con l'ottima prudena il ben contende, E'l buon gouerno fa la vita lieta, Ondeꝰl popolo a luil amor ne rende, Come al moderator d'alcuna uaue, Che al ſuo regnare i venti‚el mar nõ paue.
34 Non è colto dal ſonno il Regio Duce Per cuſtodir de popoli la Pace; Onde a tutti lo industre otio n'induce Menando vita, che piu lece, e piace, uindila induſtria le ricchee adduce, E creſce de la Patria amor pugnace, Crede ognuno al di lui negotio graue Hauer de l'abbondana in man la chiaue.
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5 (on locebio de la mante piu del ſenſo Mira la via, che ti conduce al Regno, La Prudẽa al gouerno ha certo, eè immẽ ſo Viaę gio⸗che ci guida al premio degno, E la Virtu, che ne la vita accenſo a il foco de la gloria, giunge al ſegno Del' Impe rio con vento a lei ſecondo D'imperar anco ai Cieli, nõ che al Mdo. 36 (onſerni in maerld ita innocente, A'eſem pio di cui la gente impari, Sia come ée ne la virtuù eminente, E'l dominar,&l beue oprar ſian pari, Sia ſpecchio di Pietd, di ſe lucente, Con ſua Serenitade il ver iſchiani; Sia la virtu nel Re nata, ò acquiſtata Ne le vite deꝰ ſudditti Inneſtata 37 Dai Regi il Alõdo prende ò Stato, ò legge, perche lo eſem pio lor qucllo compones Dietro al Taſtore vnite leſue gregge Seguon la via, doue arriuar propone; Via piu,ch aora il Re comãda, e regge Con lopre ſue giule, innocenti, e buone, Ed'vopoè piu nel dominar l'eſempio, Che fondai de Iaen il ricco tempio.
Son la Giuftitia, ela Clementia i lumi
Del Imperio piu nobili, e maggiori, Quella diſperde i vitij, e i rei coſtumi, E comparte vgualmente, e roba, e houori; Queſia con alto amor par, che conſumi Sdition, diſprexxi, odij, e rumori,
uella al timor con giuſta lance attende, Queſta a lamor ſempre gradit contende.
9 & Pvna, e Paltra ha ioun ben per fine, Edel Imperio illuſtra il varlo Cielo; Ma hauendo! huom d'humanitd il cõfine Piu giona rintu zar di morte il telo- Et imitar di Dio l'opre diuines Poiche'n eterno ſua Clementia, el elo Ci inſegna in hen reguar ſani conſigli Non ci tenendo ſerui, ma ſuoi ſigli. La
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