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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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gembra la forma di ſpauento, ò d'ira Nel Barbaro Iſolan piu, che Orſo fiero, Lunga hafla con duè mani in alto gira, Oudꝰa ĩ colpi iterati ei vien piu altiero, A i Satelliti ſuoi lardire inſpira, EFin che lo inganno tendano da vero, Quando vn col laccio, e! altro con la forga II Guerriero atterrar yingegna, ò sforæ.

1 61 a lo intrepido Duce,& auueduto La fune con la mano, a l altro il braccio Taglia, quantunque vnito han loro aiuto, Ecento contra lui teſo hanno il laccio; Ha la piu parte ad Angelo ceduto, Poi che ne i corpi ĩprime il mortal giaccio Qu il formidabil Cane vrla, e patterra, E le mani reciſe in van fan Guerra.

QLuaſi vn riuo ſcorrea d' horrido ſangue, Si conturha ogni ſchiera, e ſi sbaraglia Per ſol mirare il Duce, ò reſta eſangue, O. pur fuggendo laſcia la hattaglia; 0 morto cade, ò ſemiuiuo langue, Ani a la cieca la erudel canaglia Corre per piu ſalute a Pacque amare, Onde Augelo gli caccia in grembo al mare.

6 eyde la Guerra con 8 Ninfe altero Saettatrici, e Venturiere elette, Che da lontan ſi ſcorgon fra le ſchiere Tempeſtar pioggia amara di ſaette, Può minacciar da lunge il(aualiere, Ala non ha da ſchermere arme perfetre, Sl chel'vna in vn piede al fin lo ha colto, Lo ſtrals incarnase! duol ſi moſtra⁊ volto.

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(bhinoſſi abbaſſa, e oppicando arriua, Doue ſi inſelua i b co, aſcende a l'alto, Doue al colle e vicina piu la riua; D'improuiſa a le Donne ei da baſſalto E diſcende, onde ognuua è faggitiua,. Chi ſi abpende col crin ſbiccando vn ſalto, Echi s' vccide, ò corre, come(trua, Chi fra aolce pregar viua ſi ſerua.

69 eAltra ſi rende, e con medica mano

Promette di ſanar la ſua ferita, E di repente con licor ſourano Spremuto da herbe a ſanita lo inuita; A cui il ¶aualier ſi moſtra humano Col velo aſciuga il ſangue ella, e l'aita, Applicò poſcia al dir l arte perfetta, Col dolor gli leudò dal pię ſaetta.

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Fl Duce reſpirando guarda intorno, Et altra pin non vede, che coſtei, Che gli ha recato con la vita il giorno, Humanamente inuita, e prega lei, Che ſcender voglia ſeco al ſuo ſoggiornos Ed ella a lui: Anxi adorar vorrei Il tuo diuin valor, non che venire, Doue comandi, e teco a ben morire. 67 Al Romitorio giunti alta la voce Angelo inſuona al pio Padre, e Romito; AMa, non appar, perche ei ſpirto veloce S'era in aria inuiſibile ſparito, Mall ſuo ritorno l'aſpettar non nuoce, Tantoò per la ftanchez⁊a in ſe ſmarito; La cagion de la Guerra a lei richiede, La gente, il loco, i 407 riti, e la fede. 6

Onde ella a lui: Di noi la bella Dea, Che nacque in mare volge il tero Cielo, D'anni vetufti a noi viuer ſolea In queſta ſelua al temperato gelo; Noi adoriamo l'alma Citherea, Geute fiera nel'arme, e piu con elo Deuota a ĩ balli, a bei giochi Ciprigni, A uoi compar nel carro co' ſuoi Cigni.

69 De la Guerra cagion ful' Hidra vcciſa Da la tua diua, e valoroſa mano, E come hi ſtoria antica il ver ci auuiſa, Venere in qutſto ſito ſourahumano, Per amor del ſuo Adone arſa,e conquiſa Iceſe, e laſciò'l ſuo trono nel ſoprano Tero Cielo,: bei ſeggi, e laltre ftelle, Sdi Cipro habiiò ſpiaggie s belle 2 old