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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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b VvNDEGIMoO. 123

40. Queſto immortal ſol vno al'huom mortale Nota la prouidenxa, ell fato eterno

Seguir conuien Bino a quel ſommo bene, Ne la mente di Dio libera voglia, 7 Che a gli atti lo intelletto aquiſti vguale, Cbhi prouide al tuo aiuto, al tuo gouerno, Che attiua vita col ſuo ſenſo ei mene: Mentre in barchetta frale, come foglia, Fonda allhor l'edificio trionfale, 1 21 hae, nel tuo error mirar lo Iaferno 7 Chi nobilmente col valor ſoftiene Tal deſio di ſperar nel cor tinuoglia,

La famiglia,& i Regni a ſua ſalute, Che non pauenti Ocean profondo, Tutte opre humane 85 q na virtute. Quando piu ſtride, e ſorge alto dal fondo. 6

41 4 Que fta del huomo d proprio,e ſommo bene, Vano è'¹l timore a la ferma ſperana, Egli altri beni humani vn'ombra ha finto Chin Dio facea, ch'anco ſbrezalli morte, 4 Con le incoftanti lor forze terrene, Ma qualhor bene amara ꝛimembrauxa, I Se varca i mõti, òèl mar, l buõ ſerue auuito Del homicidio, e di tua fiera ſorte, n Ala fatica, che virtu ſoſtiene, La conſciena tua con graue iſtan Xa QOude il tempo, e la morte ella ha ſol vinto, Stimolaua a pentirti, ein Dio piu forte,

4 4 I E gode con virtuù ben ſempiterno, Creſcea la ſpeme, quauto pinl dolore B . 4 Che ſola al'buom mortale è bene eterno. De l'offeſa accendeua in te lamore. A 47. Di cui piu naturale, e eunei⸗ hęlia Quindi è, che al emular bontade attendi, b ber piacere a Dio la wera Fede,

Ne i tuoi coſtumi,e nel tuo oprare illuſtre, Che ad euidena tal del ver ſi appiglia, Per cui l'animo tuo si chiaro rendi,

Che l'occhio human biu cõtẽpla, vede; Che col valore, e con l'ingegno induſtre, Col creder meglio la ragion conſiglia, Al'immortal di tua virtude aſcendi, . Che lo intelletto con diſcorſo crede, Semina Inferno in valle erma, e paluſtre, 7 Quegli, che ſolo il tutto veder ſuole Che ſe hai vinto quell' Hidra del peccato, i viua fede infonde il vero Sole. Saſpetta a te per ſeggio vn Ciel beato. 8 4⁸ II Se con l'interno, 0 RAde culto grate Ala che? maggior corona ecco s'incontra Kende l'opre di quella, che'n Dio regna,

Al tuo gran capo con eterno honore, E ei fa Dei con Dioſa Caritate, Gia ſi accingono a Guerra, a te vien contra

Se venerare il vero Dio ci inſegna, De gli Idolatri vno infernal furore, . E'di Keligion culto,ò DPietate, Miral arme, odi i gridi, hor vãne incõtra, ela virtà non men proſapia degna, Tecoè Dio non temer, ſenti il rumore Fondan ferme in Venetia alta la ſede, Diru fticane genti in lunga ſchiera, Vera Religion, Pietate, e Fede. Non val furor contra, chi'n Dio ben ſpera. 49 Queſta virtu non hatamr di ſtelle, LEidra eral'Idol loro, eda Acheronte b Che vince auuerſo lo influir del fato, Ne diol ſegno la falſa Citherea,

Che pud infefte ombrar Palme ribelle, Co' pianti dele Ninfe da quel monte

Ed Atlante crollane il fermo ſtato, Che limmortal ſua ſerpe in mar giacea;

Cbe può ĩ monti ſbianar, e ſmouer quelle Inanti, e dietro ecco le genti pronte 1

Dal loro errante, 0 Ciel fo ingemmato, vindicar lo ſdegno di lor Dea⸗ 1

era Citta di Dio Venetia regna Pugna, che a tua virtu ſi acereſce gloria, 1

Con la Pietd, che le ſue leggi aſegna. Sola pudò contra i vitij hauer Le 2