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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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110 C A N T O

10 15 Vagna la fronte di vn licor celeſte, Ben tantoll giu fto D9 mi ha riuelato EI pio Romito i ſenſi al moto chiama, Del tuo periglio, e di tua vita in forſe: Comanda, che la vita a lui ſi appreſte, Da miſerere, del tuo gran peccato, Ma l'alma aſiſia ĩ Dio viue, Loue ama, Fin doue! voler tuo paxxo traſcorſe, E tarda ancor del moto ſuo ſi veſte, Che Dio per me, ſi come il viuer dato, Poi ſoſbirar ſi ſente, e Dio richiama, Con la grat ia ſua larga ti ſoccorſe, Edice: Angel di Dio, ſe mi dai vita, E did la vita al alma, e laſentenza Non mi tor nel mio Dio Gloria infinita. D'Inferno ſi? aunata in penitenXa. 11 4 Quindi slegato a ſe lo traſſe a terra aAngelo di repente a terra humile Sena calor vital corpo peſante, Proſtrato piange, el graue error confeſſa, Hor da gli oechi il natio moto diſſerra E gli infonde il buon Padre vn duol ſimile Del famelico Heroe freddo, e tremante; à la gratia di Dio per lui conceſſa Gli dd pomi di vita, onde la Guerra Cosi riſorge, qual nato d' Aprile De l'alma co' ſuoi ſenſi il fa coftaute, Vago fior, che ſpirare odor non ceſſa, Ella bearſi, e'n Dio ſua vita ſia, S lodô l'atto in lui d'odiar la Maga El ſenſo quella incarcerar deſia. S con l affetto in Dio lerror ſi paga. 12 17 Lalimento gia viuo il calor rende, Stupido il Ducel Santo Padre ammira, E il ſenſo lega ne la viua forma, Chi ſia non sd; chi l' mandato, Dio, Onde la vita il ſuo gran moto ſtende Che'l raggio in lui quaſi diuin rimira, Per doue lalma in tutto corpo informa, S'aceingon ambo al grande oficio, e pio, E'l ſangue ne le vene ſi diſtende, Donan ſepolcro al morto, e pur ſoſpira Colora il viſo, e pone al polſo norma, Angelo, e diſſe: Q amaro incarco, e mio, S' che memoria torna, e lo intelletto, Col render requie a quel, c' generato, E da la bocca ſua ſpiega il concetto. Ahi da me uon ſapendo a morte dato. 13 18 O Fanto Padre, ſe non erra il ciglio, Non molto lungi vn Romitorio appare, Se odo fremere il mar, doue è la barca? Cha piò del mõte ha vn verde boſco a cãto, O Dio, ſe pur mi togli dal periglio, Fruttifera riuiera in vista al mare Rendimi, o Padre mio, deh meco sbarca Que ſpiegal' April fiorito manto; Lo inſepolto cadauero del figlios uiui gli indulti, e piene gratie rare

Ella fta qui, la veggio, ancora è carca Di ſpenſa a ſuoi fedeli il loco ſanto, Del fetente mio Aſcanio. Hor viè mi aita, La Chieſa erge la fronte al'Oriente,

E ti doni il mio Dio gratia infinita. In cui la ſantita ſempreò preſente. 14 19 EAngel ſoggiunſe a la clemena acceſo: Qui data requie in ſuon funebꝛe al morto,

O pio Guerriero imprendi tu la cura E Piramide eretta ale fredde oſſa,

Del figlio che vccideſti non offeſo? Per pietd lagrimando il fiero aborto,

De la pena non t ange la panra? Che feè natura dal ſuo dritto ſmoſea-

O pur lamore in Dio non ti ha ripreſo Cbe produce,& vccide in tempo corto,

Di sl graue peccato? e ti aſicura Ma inuolontaria a Poperar e moſſa,

La conſcienxa tua, che'n ſepelire Il Padre vcciſo ha il figlio perſuaſo

Il morto anco ſepolte u Dio ſiaulite? Da la ragion, che non preuide il caſo.

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