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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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CANTO VNDECIMO. t ty ..

VrGII, che il vero Sol, daà lu- ce al Sole, Dal ſommo Cielo 3 il tutto opra, e ri mira, Laro, e le piãte, e8l Mondo auui-

E conſeruar ciò, che d'intorno gira; Quegli, chell sõmo pnò di quel, che vuole, E P'alme nel lor corpo infonde, e ſpira; Quegli, che frena il mar, comada ai venti, Padte mai ſempre pio fu d' innocenti.

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Aungelo gli occhi al Qiel fifando intenti Digiuno per tre di ſcorgea legato II nemico, hor la morte in gran tormenti Di hatienXa, e d'innocenza armato; Per!'alto mar fra le tempeſte, e i venti Ne la barca col morto figlio a lato D'on bel morir pare, che ei ſol ſi lode, Come il conforta'Angelo cuſtode.

Quanto è gloria mag gior cingere il petto

Di cofiana, che vincer guerregvi. E far con l'armi il Wand a ſe Heienchs mille altri acqui ſtar Regni col brando, anto ne la virtà l'huomo perfetto Maggior palma n'acquiſta in ſopportãdo, Coftantemente in ben patire i mali Angelo al ſommo ben poggia con lali.

4 71 battello nel ſen Ponde riceue,

E per lo ingiufto pondo è'n modo graue Che'l lacero ſuo corpo immerſo bar 1

Lacqua, e! beroe la morte empia paue;

Vn Delſin ſopra lui ſen paſſa lieue

Di monte in monte, qual piu ardita naue Tremulo al baſſo, hor' alto ſi raggira,

E volteggia per doue il vento ſpira.

7 LU Angel di Dio ſpiana de londe ĩ monti,

Nel marin grembo increſpa la dolce aura Iſalſi flutti al vbbidir gia pronti, Le vele dala ſeme cgli ristaura: E, ſe ben par, chell mare alto ſormonti, L'onde al ſeren del nouo Sole inaura, D' Angelo gli occhi auuiua in mirar terra, E'n remigando il porta ſi diſſerra.

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jl Duce ſi allegrò co' pieni gli occhi

Hi lagrime, e poĩ reſe gratie a Dio,

E ſpera ancor, che nel ſuo pianto ſcocchi Per l'orecchie la voce a quel cor pio, Qui lo ſpettacol fiero ammirar tocchi, C'habbia bhumana pietà del caſo rio,

Se a ſua ſalute lo ha condotto in porto, Vorrd Dio, che di fame ei non ſia morto.

7 Al'Imperio Diuin! Angel cuftode, Che opra ĩ terra,et in Ciel gode ſua gloria, D'aria ſi veste, ma lo ſpirto gode Di acquiſlar contra morte la vittoria, E de la pugna ĩn Cielo a ſomma lode Con la riparation teſſe la Hifloria, Applica il ſuo voler ſenæa human velo, CObhe per ciò aßsito 26 huõ ne ſeggi⁊ Cielo.

(ondenſa l' aria, il corpo forma, ò pinge Con piu certi nel Ciel viui colori, Nel Campo Damaſceno il pennel tinge, E con carne da vita a i ſenſi fuori, Dentro ſpirar humano ſpirto finge, C'humanamente ſpiega i ſuoi dolori, Qual pio Romito par rechi conforto Ad buom, che viue, ma del ſenſo è morto.

9 Al pio liberator lanima intenta

Aliſiò in lui con gran pietà lo ſguardo; Se ben di ſenſo è la ſua ſalma ſpenta, Eſce però dal core il moto tardo; Quaſi, chel alma foſſe in tutto attenta Per riceuer di morte il fiero dardo,

E ſprigionata dal ſuo corpo frale

Per volare alẽmpireo alma immortale.

Bagna