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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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118
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CGCANTO VNDECIMO. erekes

ARGOMENTO.

Si ripiglia a cantar d Angelo gia Imperatore della Claſſe Veneta, il quale, come ſe- gui nel Canto terzo fu eſpoſto al mare in vna barchetta legato preſſo al figliol morto, accioche periſſe certamenteo.

Queſta fu opera della Maga,e di quelli Venetiani innamorati di lei, e piu per inſti- gatione del Demonio,il quale ſintoſi eſſer Angelo, e dichiarandoſi Ribello fece ban- dire da Venetia eſſo Angelo come Ribello.*

Si legge in queſto Canto come arriuè eſſo Angeio in Cipro ſaluo, e viuo, doue l'An gelo ſuo cuſtoſte gli apparue in forma di Romito, e loslega dal figliolo morto, lo rau- uiua, e poſcia fu data da eſſo loro ſepoltura ad eſſo Aſcanio morto.

Non ſ toſto hebbe ricuperate le forze, che gli conuenne combatter con vna Hidra, e con gli Iſolani, che adorauano eſſa Hidra vcciſa da eſſo Capitano, onde hebbe anco conteſa con certe Donne, che da vn colle auuentauano ſaette, delle quali l'vna lo colſe in vn piede,e reſtò ferito ma poi fugate le Dõne, fu vna di quelle, che reſa a lui lo me- dico, e traſſe il ferro dal piede con herbe, e poi eſſa Donna gli raccontò, quale era quel paeſe, come adorauano quella Hidra, perche da Venere fu poſta in quella Iſola a dan no delli Cengiali, vno de' quali ammazzò gia Adone cosi caro ad eſſa Venere, ò Ci- terea, alla quale li Ciprioti porgeuano li ſacrifici,& adorauano eſſa Dea Venere; po- ſcia al coſtume di quelle Donne lo voleua perſuadere a peccar con eſſo lei, onde la ſcac ciò,& eſſo ſi ritirò nel Romitorio ad aſpettar il Romito, che ſi era diuiſo, e partito da lui, rendendo gratie a Dio del ſeguito.