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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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30 Cintio è quel, che ad Apolline conſacra La vita, el'intelletto, onde! Dio ſuole D'augurij a lui donar virtute ſacra, Tal gratia aggiunge al alme ſue parole, Che merauiglie ſcopre, ond egli. jacra La medica ſua mano al Diuin Sole, Prende col ſaettare anco la laude, Cbe Medico, e Soldato ognun lapplaude. 31

De i tralci coronato, e de la vite Bacco ſi ſcorge la fra le Baccanti, In ſomma tutta Deità di Dite Aliſte, ama, e protege i Duci, e i fanti; Se non che'll Dio Nettuno ha ſeco vnite Le ſquadre de Marini Dei preſtanti, In preſena ĩ miei Numi ſceſi in terra Vedrai a tuo fauore armati in Guerra.

Quegli, che ſegue è'ò¹ mio Amoretto alato,

Cbe è ben douere, babbia ſua gẽte a parte, Se di ſaette, e di ſua face armato Vincer può Gioue, e'l furibondo Marte; Vedi la giouentu, oha in arme a lato, Ela gratia, e beltà largo comparte, Coraggioſi gli rende arditi amanti, Pronti a la gloria, e di lor coſtanti.

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Nel bel veſſſillo bianco? l'arbor d'oro,

Cbhe vi ha cuflode il bel Cupido arciero, Qud tutti i ſeſſi colgono il teſoro, Che Pinſtante deſio ha del ben vero, Quell amor, che piu piace al guſto loro Con le man pronte, e col pregno penſiero Colto da ĩ rami in foglie, fruttis in fiori, O' di roba, ò di Donne, ò pur d honori.

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Duce deꝰ Venturieri è'ldiuo Alcide,

Tutto coperto d'vn Leone il miti,

Ruota ei la claua, che i gran moſtri ancide, Par ton Parco il Centauro, el fier Buſiri,

Echela Morte a gran duello sfide,

E con Vittoria d eternarſi aſpiri,

Tutto neruo èl gran corpose tutto ardire,

E lalma auueza a i dani, a gli odij,a lire.

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CA N T OG

:. uale Acchille a Amidoni comanaa,

Aleſſandro i Macedoni conduce,

E quale inuitta, e formidabil banda

Di Geſere immortale appare in luce⸗

Il mio Regno, e mia gente humil dimanda

Da voi, ch'eſſer degnate, il ſommo Duce,

Dica per me con lingue mille il guardo,

Come per voi Hannoes auuampo,& ardo.

Se l'opra rende l huomo a ſe felice, II Re riſpoſe, in cid laſciando il reſto, S§ô, chi vi mira, vn ſommo ben n'elice, Cbe a bene amarui ogni mio ſenſo ha deſio; Dite voi, ſe'l mio amor foſſe infelice,

uando a poi fora il mio ſeruir moleſto;

Dñque a Topre d'amor, mia Dea, vi inuito, Sanerete il mio cor da voi feriro.

37 Quando ecco al Re preſente appar Bellona. Camilla del Latin ſangue Guerriera, Digniſſima d' Imperio, e di corona, Fu Ambaſciatrice ai Veneti ſeuera, For riporta il ſeguito, onde ragiona, Che, ſe ben riuerente, è humil, ma altera⸗ Ein quando, o Re, ſedendo in fra le ſtelle Fulmiuerai le genti a te ribelle? 8

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Ma che? ben so; L'Idolo tuo teco hai, E tua felicitd, tua Donna ſtimi, O generoſo Marte a che ti flai? Poi che'l tuo honor con Venere deprimi,; Mauueggio ben, che gli amoretti gai Scherxano ne' voſtri occhi a voi ſublimi, Ke inuittiſſimo Franco il tuo fine erra Per Venere godere, obliar la GCuerra.

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Non è temeritd, ſe humil ti dico

La verità nel tuo regal coſpetto;

Dunque la de ftra tua tratta impudice

Aumore, e la ſiniſtra non ti ha detto, Che dal ſuo manco lato il cor nemico

A tuoi regij penſier hatte nel petto?

Ebh, che egli ſuon d'vn laſciuetto Amore,

Otio, Donne, e laſciuiaè dunque honore?

(ontra