Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
109
Einzelbild herunterladen

CANTO DECGIMSO.

1 882 D ecco l'Alba il- N,D luminar Leuäte, 8ℳ Eecò albeggiar dl

NöO d! la meſſaggie- 1 porta il Sol vitaa Pherbe,& ale., G piante,

A piu varij color d luce vera:

Ed ecco il nouo di lieto festante,

Che pin ſeren non ha tutta ſua sfera, O de i diti di Dio Ciel, Luna, e Stelle, Odi ſua mano opre del Sol piu belle.

· 4 Ne la dorata faſcia i varij ſegui

Soſtengono nel mexo il Regal ſoglio, Il qual diuiſo è in duo ſeggi ben degni, Aliiſo il Re nel' un, diſſe: 1o mi accoglid Nel Padiglion mia Diua, oue ſi degni Di ſpiegar di ſua viſta il lieto foglio, Seda meco, e del cor fatta Regina, Come luce al ſuo Sol ſempre vicina.

6

Sd ecco in molra eſercito venire, Innumerabil quadro in ſe riſtretto Con tamburi, e con trombe l'aria empire, Si. ſcuote de la terra il dorſo, e'l petto; Ecco vn nembo di ſtrali al Ciel ſalire Con vario honor', e con ſommo diletto, Di qud, di la ſi parte, in vn momento La ſquadra come tuonꝰ, ò lampo, ò vento.

Obeleri. 2.. 3 4 741 io a ſua gloria industria aggiunge, Denere al Re ſcoecò la ſua ſaetta,

E Pipin del ſuo amore a Popre attende; Non piu in ſogno gli par ſcorger da lunge, Onde ecco ver, che Venere riſblende, Cha gli occhi ſuoi cõpare, Ella ſen Liunge Et in ſecreto al Re piu bella ſplende, Poi con dolci compleſſi i baci accoglie

Ne lampio mar de le amorgſe voglie.

a comel' Alba al 301 ſi diſcolora, E ſi inchina a ſua luce, e poi ſi parte, Cosꝭ in partendo Venere innamora, Traſporta del deſio la miglior parte,

uindi al dl ſi dilegua, come Aurora,

Per far naſcere il Sol, con sl bel''arte, Per riſorger col Sol nel ſuo Orientes E far moſtra d' Amor via piu ridente.

Al'Imperio del Re 3e,g⸗ il bel trono, Che ʒaſſomiglia a la ſlellante sfera, Ordinò Trimegiſto in vario ſuono De Varmonia del Ciel la mole altera, Seder ſopra la terra, vdire il tuono, Pare il moto mirar del Ciel, qual'era, E diſtinguer del anno il giro in quella, De la Luna, del Sole, e dogni&tella-

Che dorata impiagò l'amante eore, Se non che armato il Re con l'occhio aſpetta Di accoglier la nemica, e farle honore, A cui bramò del ſuo ferir vendetta, Che ſaettaſſe a ſua preſena Amore, II Ke la honora piu, quanto ella ſchiua Faſſi, come adorar fatta ſua Dina.

8

eA canto al Re nel bel ſeggio dorato Siede vicina al Sol piu d ogni ſtella, Qui gli amanti deſtan con fermo ſtato Da gli ſæuardi influir luce piu bella, Prouar quel piu,& han di goder bramato, Si ſoſpira, hor ſi penſa, bor ſi fauella, E con armonia regale a faccia a faccia Kiuerena, e ſtupor la lingua allaccia.

9

cd ecco formidabile compare Marte cou la ſua ſquadra de' Ciganti;, Non dirò le diuiſe, iſtrane, e rare, Larme pom poſe de i ſuper bi fanti; Parco fia il dir, che fliman l'opre chiare, Con mouer guerra a Dio nel mal coſtanti, Snodan le rec beſtemmie in Dio tremende, E la ſuperbia lor piu ſempre aſcende.

Fiero

*