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ZLiquido argento èl mar, piu vaghe perle Sotto, e ſopra nuotar', e piu mi piacque Stelle ſorger dal mar raggi a vederle, E'n mille riui al dipartir del'acque In piu fonti potean gli occhi goderle, S&e al dolce mormorio il vento tacque, Qu ſi ſentia danare in varij balli Col vario gorgogliar Paria, e i Chriſtalli.
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Fra mexzo il fiume vn' Iſoletta appare, Qud ſi ſcorge vn ſolo antro, oue naſconde Iſuoi ſecreti Amor, ſue gioie rate, El'hedera teſſendo i muri aſconde,
E ſpira vn venticel nato dal mare, Mäna, e rugiada inſtilla al prator al onde, Fannoa Diamanti nobile ſtruttura
Le incroftate di perle aurate mura. 62
Entriamo quiui, e ci rapiſce il ſenſo Dolciſſimo il cantar de le alme Muſe, Suona Anfione, e Orfeo con ſbirto accenſo, E predicono al ver ſentenze oſtruſe,
Cli influſ de le ſlelle in Cielo immenſo, E riuelan virtu lor figlie infuſe, Quiui la Sapienza ha propria ſede, Ela Ragion diſpeuſa, e ſenſi, e fede.
53 Qualhor da i muti ſalſii ſuoi lamenti
Echo ſpiega, che d aria al ſuon ſi paſce, E pargoletta ſpira i tronchi accenti, Di ſapere vn deſio vago in lei naſce, Perche s! crudo Amor quella tormenti? Menti, dice, che Amor per me rinaſce, D'amoroſo piacer ſon tronca voce, Come il ben di qua giu fugge veloce.
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Quanto aſcolta ad altrui, tanto ridice Echo, che d'altrui voce è viua imago, Con ſoſpiro interrotto ella n'elice Vn dolciſſimo obimè d Amor preſago, Crida, muore,& alterna vn ſuon felice La voce al dolce ſuon de l'æer vago, Con ſoaue armonia la figlia ſuole
Rinouar con leſue altrui parole.
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CAN T O
6] 1 Sotto Vantro ammirai nobil fucina U da i fabbri co' corpi, e nude braccia Ai ferrei colpi il ferro arſo ſi afina, E ſi tempra in vn fonte poſto in faccia, Col ſolfo, e vino argento ſi rafina,(cia, S' il ferro,e lacqua, e3l foco in vn ſi abbrac Ohe altra materia forma, altro ornamento Fatale arma attu Hata in quello argeuto. 6
Del Palagio regal, che pin ragiono, Se il Ciel ſolare ad eßo il vanto cede, Quini Coleſi di fino oto ſono, Anfiteatri,& Archi in aurea ſede, II Moſaico diuino in vn gran trono L'occhio ingaua, che in Ciel d'eſſer ſi erede, Aria ſcaue, e vista in ogni parte Diuina rende la materia, e l'arte.
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Sembra il Palagio vna Cittd regale, Dacento porte appare vna fontana, Cb'ò centro di quel cerchio trionfale, Si ſcorgono irrag giare a la lontana Ceuto colonne adamantine, a tale, Che l'opra è di potenXa ſourabumana, Cento giri di ſtanxe ha la Rotonda,
A cui fa aperto il Ciel luce gioconda. 4
6 Dal bel palagio a la ſini ſtra falda Siede opaca, ma verde vna ſeluetta, In cui feſteggia il Mirto, oue non ſcalda Cocen te il Sol la rinaſcente herbetta; Qui T'om bra denſa, e freſca ſi disfalda Da la teſta de i Cedri, e vien riftretta Dal pogęio in grbo al lago, onde incorona De le ricchexXe lor Bacco, e Pomona. 69 Quiui gli Aranci auuiticchiati a i muri Nel placido calor fan'ombre grate, Qui ſpirano gli odori eterni, e puti Ne le feconde lor brine odorate Qul tra hiori, e tra fronde Amor ſicuri I piaceri diſpenſa a le alme amate, Tal ci alletta al goder ſlagione amena, Qual Primauera Zeſiro rimena.
Qiu


