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E lo incognito iettor ſeruofedele,
Ele Donne interpellano di fuori; Barbara lor riſponde aſpra, e crudele; Ma poi che vide il Padre i ſuoi furori, Cangia con dolce dire in pie querele; Aprir fa la Cittade: O Donne pace(tace. Vi annuncio, ecco il mio Padre, e piange, e
61 Rende accoglienxe in habito di Guerra, Kide la hocca, eòl cor pieta diftilla, Ma la fronte virile ancor diſſerra Deſio a honornel' anima tranquilla; Che, ſe il timor nel petto ſuo ſi ſerra, Lagrime di dolcegail cor ne inſtilla, Ralſerena la vifta, e’l merto core Diceua, ecco Agenor Ambaſciatore.
6² Aa cheꝰ de' Franchi Lia lammiran ſeruo, Fu
Et Artemiſia a la nemica Ancella? Locchio diſegna vn non sdò che proteruo Tra la ſpeme, el timor quaſi procella; Ma la ſedô Milone: Egli è conſeruo, Diſte, o belle Guerriere, il Franco appella Agenor voſtro Duce, e non prigione, Amico a me, non ſeruo, à'¹ pio Campione.
Quando AMilone in Barha n'aperſe, Et aſſsd le luci in quei begli acchi, Subito l'alma a la beltà ſi offerſe, Ediſſe: Vieni,o Amor, fa, ch'i me ſcocchi, Sian le luci ſaette in me conuerſe, O felice deſtin, par, che a me tocchi Iu vece di nemico eſſer coftante, Del Padre amico, e de la figliaamante.
6 eArtemiſia abbracciando la Regina Suſurrò da Torecchio in dolci note: Renditi, e credi al padre, e lor tiinchina, Meglio è'n Guerra ſaluar Il piu ſi puote; Con pio diſdegno a ſe quaſi indouina Del ſuo mal, che martella, e'l cor percuote, Barbara prouta al ſuo buon Padre accorre, Ele accogliene altrui ſaggia precorre.
O0TTIA V SO.
60 6 5 Dan(amilla, e Milon cou gli Oratori Dan congreſſo al conſiglio, e con le prime
Barbara fa corona, e poſcia il Padre Ruppe il ſilentio in pio ſermon ſublime:
Ode le Donne inuitte, e Duce, e Madre,
Barhara figlia mia, nulla deprime
Tanta virtù, che ardi fle in tante ſquadre
Imperar, ſe rea ſorte in te contende,
Che cedi al vincitor, e lui ti rende. 66
Dera prole del Padre, e Donna vera
Tra le Venete Donne, quale ardire Armò di forzel'anima guerriera? Dura neceſſita facea il morire, E piu pronto il patirʒ ben ꝓ arue fiera Crudeltd del tuo Padre, che in fuggire Abbandonaſſ te, ma crudeltade Non fu il mercarci honor, e libertade. 67
prudena, e precetto del Senato
De duo mali il minor l'elegger forti, Di guerra preuedemmo il dubbio ſtato, Se piu vi calſe, noi di voi piu accorti, Precorremol aiuto comandato,
Na frametter conteſe, ouer conforti, Ma ci parue douere, e foræa, e legge Vbbidire a ragione, G achi regge.
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Se mi reſi al Re Franco, il valor mio
Si ergerd piu, qual piu battuta hama Imiei fur ſalui, e fui prigion ſol io,
Onde a gran gloria S̃ala la meſta alma, Che per ſaluat la Patria hebbi deſio
Di porre in ſeruit legra mia ſalma, Ceda pure al comune il proprio bene,
Dolci ſon perla Patria le mie pene. 62
Noftra allegreæ&a lo impetrar pietate
Da nemici, e! valor, e la innocena E forte ſcudo coutra crudeltate; d Mate nel patir voſtra prudena,
Che ſederd lo ſdeguo, bor voi durate Glorioſe, e prudenti a la preſena
Del e Franco accorriamo in tal quiete, Vai steſſe, e la. Città vinta rendete.
Qual
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