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Qul ſianno in vifta ai Franchi le Guerriere
SPronte in armi a ferire, inuitte, ardenti; manellato il crin da le viſiere
Spunta, come la Luna ha i crin lucenti,
E gli ſpande cornuti a le alte sfere;
Poi gli animi d honore impatienti
Detla vittorioſa in ſuon la tromba,
El ſuolo, e Cield'vn lieto honor rimboba.
11 Ala il Re feruido al'opra, nel mattino
Premeua il dorſo a bel Corſiero armaro, Sdel ſangue Franceſe, e del Latino Scorge la morte abbeuerarne il prato, Horribilmente errar lungo il cammino Tra i corpi eſſangui il nudo ſpirto amato Mira, e non teme, ma increſpato vn mõte D'interrotti ſoſpir deſcriue in fronte.
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Dicea: Soldati, ecco gli inganni, e arte De i ladri mietitor di humana meſſe, Furar le vite, e inuendicate in parte TLaſcierem le voftre alme a noi commeſſe? Ah viltd de nemici, indegno Marte, Che d oſtura Vittoria il capo inteßie,
Per noi di gloria veral Oriente Ci annuncia di lor morte vn Occidente. 13
Fiamme di quelle naui atſe innocenti Accenderan ue' voſtri petti ſdegno; Poiche affidar ciè toltoa l'onde, ai venti Le vele, e i remi ne l'ondoſo Regno;
Ah magnanimi voi voſtre ire ardeuti Riſcalderanno il cor d alto diſdegno, Ecco vn paſſo a la Gloria, itene ſbinti Da vero honore a le vendette accinti.
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uelle ceneri ſian del'arſa armata, P'l foco ld uon ben ſopito in quelle Eſca ad accenderl alma iufuriata, For ſian le voſtre man fiamme, e facelle, Eiunceneriſcan la Cittade odiata, E quel faugue d'amici al cor fauelle Degua del noſtro honor opra diletta Sdegno, Guerra, furor, morte, vendetta.
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A N TO—
15 Lanciate francamente il ferro, e’l foco;
. Le macchine appreſſate a'alte mura,—
Eynoſtra la Pittoria, perche3 gioco
Di ſorte il gran valor vince, e non cura; uiui dei rei nemici èl chiuſo loco,
Che ambiſcono l honore in notte oſcura
Tender gli aguati,& aſſalir dormendo-
Noi, che pugnam nel dl ſempre vincendo. 16 3
Aqueſlo dir, come talhor nel Cielo Dopo il molto ſofſiar di vento irato Rompe il tuon tra le nubi aereo velo,
Cosꝰ ſegue a i ſoſpir loſdegno innato;
La vendetta diſtempra il graue gielo⸗, Chell cor premea di gran pietade armato, Ey'vd' al arme, a l'arme, a la vendetta, Suoni la tromba a laume, e che s'aſpetta?
17 Quanqdo il villan la bella prigioniera
Kitolta hauea da notte al caro giorno,
E ſtretta con ritorte, come fiera, Eccola di pallor con lombra intorno; Sorto il Sol de le gratie in lei non era, Ma poſla in vi fia al Re dolce ſoggiorno Facea Amon ne begli occhi, e nel ſuo viſo⸗
Poi trattol elmo aprlſſi vn Paradiſo. 18
&ra zoppo il ladron, che'òl laccio tiene, Aftumicato, e ſcaltro, e pien dinganni, Forſe ſtringeal' Amor le ſue catene Per far piu dolci gli amoroſi affanni,
E nel ſin le aſpre, auuenturoſe penes Tal veſtendo Artemiſia i ſuoi verdi anni, Di fuoꝛi l'arme ſcopre, el bel Saſconde, Come ſi ſcorge il Sol merſo nel'onde.
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Diſßee egli: O Sire, ed ecco il Caualiero⸗
Qual,come vedi, Angelo, ò Dõna ei pare,
Sotto st bel ſembiante animo fiero
Ardi ſeminar morte, el Ciel turbare;
Di notte tempo vſcꝰ dal negro Impero
A portar Guerra, e l'anime a rubare
De l'eſercito Francos il brando mira,(a.
Qul il sãgue, ld gli arneſi,eil fatio ammi- Cbe


