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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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SE IT T T M O.

. 30 (oppia felice i duo Spoſi guerrieri Itringon le deſtre fulmiuando ſçuardi, Da gli elmi, hor con amore hor con ſeueri Atti d ammiratioae auuentau dardi; Pentro al petto eſultando co peuſieri De' perigli, batteano i polſi tardi, La via di latte in Ciel, di ſan gue in terra Finge ne gli occhi lor la corſa guerra.

3 1.. Hor al mare, hora al Cielo, hor mirã dietro Gli ſplendori, i nemici, e le ſalſe onde,

Fuga, ſberanzate ſcampo: Oſe uimpetro,

NHettor dice, da Dio laure ſeconde, Onde la naue arriui innanxi,d indietro E che te guidi in Porto, o ben gioconde Le impreſe di mia deſtra, o quanti ponori Popo amare fatiche a i dolci amori.

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Sllaa lui: Prenda Hettor mia vita il porto, Chio Dõna, ma il mio Duce, come? degno Fra quanti Imperij dal Occaſo al Orto

Daurea Corona del piu nobil Regno; Fin quando ammirerò te mio couforto Arcangelo a puguar contra lo indegno Hitio, che tanto tua virtute abhorte, Pugna pur, che'l tuo honore a te precorre.

3. ¹

§ ammirin letue imieſe al Ciel ſereno D'vna auguſta Vittoria, e vn aureo Liorno, Ben ſai cid, che tu puoi, la Fama almeno Suona de Hopre tue famoſo il corno; Per lo Iaper, per lo poter terreno Non viui tu, ma frai(eleſti adorno Di gloria,che Diuin raggio hai per ſcorta. Angel ſei tu del Ciel, che al ben conforta.

. 4 34 Soggiunſe egli: per poco il tuo deſio,

Come parto a' Amor, conti , tien Cbhe di gloria 7 9 nel petto,

. orona a te deuo io, Se' mio valor ſecondi, a te n'aſpetto,

Come d' Angel beltade, il tuo mio Di Doni d. Angelo fora, e diuo aſpetto

(ge erro)entriam qud, pineito a'" boſco⸗ Jo vegghio, hora tu poſa a laer oſco. 4

.

Heetor le slaccial elmoi appare il volto, Qual da lucida nube il Sol riſorge, Stelle ſon gli occbi, e tutto il bel raccolto Nel vermiglio caador belleæXa porge;

Gia nel ſen de lo Spoſo èl capo accolto,

Come da duro ſpin la roſa ſorge,

Iu su larme campeggia il dolce viſo

Balenãdo al ſuo Hettor tra guardi vn riſo. 36

Se non che'l core in lei ſcorgea parlante Per doue, e qual fu ſtrage, e'l gran valore, Aurea luce del Ciel, o luci ſante,

Cbe irraggiaſte ver noi tanto ſplendore, Come iu Hettor gioiſco, an h io prertante (Dicea tra ſe) nel mio fidato Imore; Higile il cor ſognaua, e ſuo ripoſo

Era ·ſolo il penſare al caro Spoſo.

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Dn focoſo, e dolciſſimo ſoſpiro In su' petto d' Hettor dolce armonia Intondò da le labra: O, ſe io ben miro Il cor, che auuiua la tua vita mia, Saltella s, che accorda col deſiro Del mio core, o dolceææa, quando fia, Che eterni il mio amautiſſimo deſio, Dvdir ſempre armonia del tuo cuor mio.

38 &gli alei: S&e'l cor batte è vn horiuolo Del tuo voler col mio, ben s gradita Suona Amor l'armonia nel tuo cor. folo, Viuiamo, amiamo, ch'a goder ci inuita; Per te ſin quando meco mi conſolo Fruir' eternamente la tua vita? Ed'ella: Omor dolciſſimo theſoro, Era l arme, e frai perigli anco è riftoro.

39. (hi potrebbe tener le luci chiuſe alxa ciò detto) al mio hel Sole in grẽbo? Le mie felicitd non ſian deluſe Da rei penſieri, ò tempeſtoſo nembo; A te non ſian da Amor mie gioie eſcluſe, Tal Cinthia in Ciel dal rugiadoſo lembo Sparge, quãti tu in ſeno hai ſbarſi Amori, Luce, manna, rugiada, e perle, e fiori. Scco