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QVI Cangiati! monz en ao d pure in foco, . 4„ ern Ecco di qud, di 1* ſtan due Saina Com batton, uè ſi mouono dal loco Col ſolo aprer lebacche lor fiammanti; a vna fauilla toccbia poco a poco Spiran dal'ampia bocca hiamme erranti, E da gli occhi Hardor ſerpea la mano, e iſcocca raggi, el foco da lontano.
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Toi giunge il Hoco ſino al dato ſegno,
2 Sroccan ljartigliarie di quando in quando Dardi, e ftrali infocati, e fan ben degno Colpo di s' gran moli Haettando, Quai fochi vſciti da lo Stigio Regno Laucian palle, 0 ſaette iui in paſſando E quinci, e quindi il petto de i Giganti Paſſaro entrambi quaſi fulminauti.
** 4 Si cangiaro le moli in foſchi ardori, 63
E laria allbor singombra di ſaette,
Qual dopo ſpeſgi folgori, e rumori,
E dopo il tuono fulmine Faſpette;
Tal del lor corpo in mille parti feoni
Dardi vibrare, hor fulminar promette
Quel buſlo fulminato, fulminante,
Ch eſta ha di de'rror e fuor tutto o ſiamale.
31 1onn Dopo la merauiglia,e gi alti gridu Suonan le trombe, ei bellici inſtru meuc⸗ V. l foco in fumo, al fumo par i guiai. Ai Legut de la Luna da piu venti; vaud ecco ampio il ſereno ingöbrai lar
E ſi burga il bel Cielo, e gli Shsnenas d Ter ciò da i quattro pad: glioni in moira
Eſcono i Caualier bpronti ala gioftra.
Doognun di lor rao; E ſi ſenton gli armeggi eie0 laceaun: Altri dicean: O qual 7„
isel erriera iuitta 7 arme Aa qᷓgli il vero Otlado a gli occhi pamme.
N T O. 6 1 85 eAleri Ceſare ſembra il ier Romano,
Quęgliè, chela gran Lupa ha per inſegna Col motto: Il latte aſciugo, e non in vano; Queiti Acilõ, che trabe proſapia degna, E dal famoſo Orlando di lontano. VNaſte la fama al ſuo valor condegna; Vedi la impreſa del Signor d Anglante, Durindana; col motto: Fulminante.
86 genor ſcopre quella fronte inuitta, In cui s'annida vn nembo di penſieriYÄ. Std graue in moſtra, ma ton! alma afflitta, E ſe ben teme, in ſe tien ſenſi veri, Che in lui chiara virtude han circõſcritta, Per inſegna had Leon con gli occhi fieri, Chyode il Gallo a cãtar, ma in forte vſanza Reſiſte, e'l motto: Teme, e piu sauuana. 8
7 Quindil'honor del'alma ſua virtute Del'amicitia il frutto raccogliea, Ponendo ogni ſua ſpeme, e ſaa ſalute Ne lamico Milon piu chefolea, Sono in amor sl auuinti, che temute Fieno ambe ſpade vnite. In tanto ardea Scoprir Camilla armata vn ſuo conforto Delio di vendicarne il Leon morto. 88 4 uad' hor, diſſe ella:&cco i Caualli,e Darme, II Campo eleggo, in iuo voler ſia il reſtos Scopre Agenor la faccia, ell crine: Parme, Dice egli, il ſeſſoa me poco moleſto Col volto, e con le cbiome ſbauentarme Donna non ſolea mai; Suole piu preſio Votar t arme ad amor laſtiuo indegno,. Cbe vincer con ſua fora humano ingegno. 8.
9 Fregia il corpo a Camillaꝰ noxe' e in faſti Cinta di chiome l'elmo vn manto bianco, E ſi ſcorge il trapunto in modi casti, Che tra la neue moſtra il deſtro fianco, Qual ſia Leonxa a l'ire, e tra contraſti Intrepida di cor, di animo franco, Neil Tormodonte mai nudri pin altera Amazone di lei bella, ma fiera.
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