Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
60
Einzelbild herunterladen

ͤVV

60

790 Dal Re dato il conſenſode la giotra, Ch'al di naſcente s'armino gli eletti⸗ La notte il carro ſuo guidaua in mostra, Seruia per luce a gli ingegnier perfetti, De quali il maftro prouido dimoftra, Che da Cimoſco, e da altri alti intelletti Im parò larte di fondare i monti, Di far forgere in quei di foco i fonti. 1

7 Fu Galdouino il nobile ingegniero, Che ſi vanta d'aggiungere a natura AMKirabil arte, e piu nobil miſtero, Che s'ergano gran monti ei prende curas Poi ne la cupa terra apre vn ſentiero, Si che nel partorir l'opra matura Con paca polue acceſa in mille lochi Aprira i monti, e naſceranno i fochi.

Quiudi la notte ſi diſpoglia il manto, E ſi dilegua de le ſlelle il lume, Quando ciuta di roſe il erine intanto L' Alba diſcopre il lucido bailume, Alhor del'ingegnier diſpiega il vanto, E dd vita colori in bel caſtume;(chi, Tal che gli armeggi hauno inueſtiti gli oc- Da cui la merauiglia par, che ſcocchi.

73³

(osꝛ fu, quando il Sole il capo a i monti Scalda, ecco quelli ben fondati in piano Caminan s, che increſpa allhor le fronti, Eoguun per merauiglia ala la mano, E dice:& qual di noi fia, che racconti Al ſecolo venturo il fatto iftrano? S'ncontranle montague, ò pur s'ò moſſa La terra da' Ciganti in pelio, in Oſſa.

74

Coò detto: Iquattro monti vrtando inſteme Si. ſquaſſan tutti da la fronte al piede; E poſcia vn' intonar, chel fuolo preme Dentro lor s'ode, el fumo fuor ſi vede, Qual terremoto ſonge, ù pat, che treme Il capo de l'altiſſima lorſede, Es'apron ne la cima i ſaſi a vn tratto, Es'alxa il foco a la ſua sfera tratto.

7

ü

G A NI T O

25 Sotto s'ode la terra con tremore Aprir le vene, e ſudar calde ſtille, Entro rimbomba il tuon con vn fragore Di mille in yn romoreęgianti ſquille, Sopral aria simbruna, dal vapore, Poi con nebbia di fumo, e con fauille L'no con l'altro monte allhor ſi meſce, E da quei monti vn Mongibel rieſce. 76

Da i caui ferri vno,& vn'altro ſcocca, Quaſi globi di foco aſceſi in alto, Oude il Ciel tuona, e raggi, e flelle focca⸗ Altri la via fa di fotoſo ſmalto, Poſcia ſcende da l'aria aſtro, che totca Col foco l'eſca, allhor ſi da l'aſalto Con mille fochi a la sfera del foco, Che fan tra ſpeſñ giri aer eo vn gioco.

Dna nebbia di fiamme, vn lume in giro Oſcura il Sole, e fa cader le ſtelle, Quando ecco le fauille in vn s'vniro, E fan la pioggia d'oro axdere in quelle, Caddera i raggi, e le nebbie s'apriro Ilam pi folgorando, e le facelle, Onde ſi ſcuote vn tuon, che ĩ monti ſbexxa, E in mille grotte apr laſpra ſodexxa. 8

7 Si che la palla con ſolfo ben chiaro

Molle con forte aceto diitillato, Con poluere, e ſalnitro porta il raro E ffetto d'infiammare il ſuol bagnato;

Arde ĩ sul'acque, e infiäãma a paro, a paro

Cidò che tocca, efa cenere infocato, Quella con pece, e con ſalnitro, e polue Con gli vncini s'attacca, e'l foco inuolue

79 Quella altra pur con ſolfo, e trementina⸗

Pece greca, e vernice, e incen ſo fino,

Colofonia, orpimento pin s'aſfna

AMiſlo con graſſo human', oglio di lino⸗

Se vna fauilla a P'eſca s'auicina,

Faſſi vn globo di foco, che'n domino NHa la ſua sfera, oue egli non è eftinto, Ne dal contrario ſuo domato, ò vinto.

6 Can⸗