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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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9 193 Caualier riſtretto appreſſo il lido

oſte, eisfida gioſtra ogni Guerriero: udè qul armato in otio, io quò m'aſſido? Dihe il Re. Quale honor degno non chero Dei priſchi Ffachis allui ſia dato ſcampo, Come vuole a Puguar libero il campo.

4:

Je con lo ſharſa erine il viſo copre Laria attorno ſua chioma, e ride, e indora La h'erginella albeg gia, ò ſe'l diſcopre Fila d'oro annodando, ecco l'aurora: Ma ſe col crinei begli occhi ricopre, Riſplendono bei raggi, e vſcendo fuora Da le chiomie dorate il Sole, il viſo Piu ſplende, tra i bel crin bion do,e diuiſo.

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7 roſſeggiar de Palb⸗ con bel nodo 9

Intreccia in giro il ſolar capo, e'l viſo,

ir; pronar, ſeguir pay, che s'in a cui ralſi curato di ſua vita

uoglie, Poſa diglion lo inuita. 1

oſarſi al Kegio pa

44 0 be 3 boſto dn oblio l'odio, non erra 0mo a amar nemi. ico 3 Poi che legge di Dis, che iu ui mode,

io, che in dolce G Viieen bumani com ſuoi no 99 uerra e la gratia il ſeren que. 7 fta diſterra,

Parca ſe bene a caſtigar le frodi, Gratia propria di lui, clemen Cbhe, ſe può, non cafliga,&

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Cbe'n meXod l'boſte,& houorato houora, Cbhe virtuà tra uemiti anco contende Il primo honore, ei Piincipi innamora; Tanto del ſuo valor degua riſplende, Che de l'opre iterareſi auualora, E di clemena Re non fu ripreſo, Ciro ſi loda ancor clemente a Creſo. 45 Fra gli altri il Conte ſi innamora, ammira Lhumiltd nel' heroe, lingegno, e'arte, Come impera a i migliori, e ſaggio aſbira Dmitar la virtù, prouarla in partes Contra Agenorte eftingue ogni odio, ogni E del ſuo puro amar ſeco comparte(ira, Dnu parlar dolce: Spera, e in me ti affida,. Tutti vna fo ſeruiamo, in Dio confida.

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(ola in cerchio ſi aſſide, e da i Guerrieri Molti dubbij di Guerra a lui ſi fanno, A le ſaggie riſpafte i(aualicri Nel patlare ammiranti iui ſi ſtauuos Poſcia di Stato i ſaggi Conſiglieri Riceuon le propaſte,& hor le danno, Ma il Duce a tutti in tanto honor gentile, Al patlar del Re pin ſi rende humile.

4⁸ Dimmi: Fe il vincer fu laudabil coſa

Per foraò magg ior laude, per ingegno? O Sir, riſpoſe, il mio ſaper non oſa, D'audacia il dir forſe parebhe pregno, Saiebbe forſel arte imperioſa, Che del tuo gran ſaper montaſſe al ſegno, Pur dirò comandato in tua balia, E compenſi ogni error tua corteſia.

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Scorge il cauto nocchiero atra tempeſta

AMinacciar l quilone al legno in mare, E ſi arma con lo ingegno a la forerta Coutra rabbioſi venti per pugnares Quei gonfian d' alto mar horrida teſta,

Chers erge al par de' monti, ei per/chiuare

Naufraxio a loſchermir ſtudia ancoa par- Saper véẽto, acqua, moto, e ſlelle, et aite. ſte 727 Doue