„ P 4 6 0—. 5 7 10 len d. gv, &d ecco al foſco illumi narſi vn raggio, Impatienti voi ſpirti d' bonore,
Par, che ratto rauueuti 36 poggia,ò téde, Ecco opportunoil tempo 29 3 ay, Doue ha pennuto ſtral fermo il viaggio, Siate prouidi, e ſidi(ma ahi do 4.
La ſaetta rallenta, in fin ſi rende, Abi d' Angelo ſi dice il fatto in legno, Da mau de gli
4. 55 3 ur nol crede il core; amici, come ſaggio Ch'ei ſia Kibello, e 67.2 AMelo di huono auuiſo allhor ſi apprende., Fateo Aule co ſuoi dal n9ns nae n Quando giunta al buon Duce, ellas'a da, Fiero auuiſo per noi, maa baas 4 Sapron le lettre, e'n Dio ciaſcun couſda., De Padri noi: ſkiam vita, e riſtoro. 2 2. Si vide a lo ſcoccar di Tra le mura queſta hoſte aſſedia, e cenge
1 quella vn ſegno, 90 eal fuggir gli eſortaua con Tuel foco Noi, cha la Tatria il ſol ſoftegnoſiamo,
apparue in ſul timon del marin legno
Quinci vſcir di prigion leg ge ci aſtringe, Loro additar la fuga da quel loco, FE precetto de' Padri. In Di oſbe Ttamo⸗ Poi gli aſſediati prouidi di ingegno Naſtra ĩnnocenaò duce. Acih ci ſpinge Argomentano il ver, che d indi a poco ForXa, honor, libertd, ſi che dobbiamo ien d' vbhidire al Prencipe le noue, Vbbidire a l'auuiſo, e farſi ſtrade.— Come il timoꝝ dal buon nocchier ſi moue.· Di Gloria al sdmo honor con proprie ſpade. 22 d— 27 Acaturato, che fu hauuiſoa arte Quinci pari in amor, d'inuitto core Tra maggiori di noua aahan 0 Lnha emo vſcir con ommo ardire, Si ſcorge in viſo il Duce con grande arte,, Ci inuita la ſalute, e'l noſtro bonore, COhe ei cela de' penſieri latempe fta, d Per la Patria a patir fino al morire; Mentre lalma ſi duole, egliin diſparte AMi pare in ciò prouar voftro valore, Conuocai(aualieri, ein ſaggia, e preſta Di notte tempo giouerd il partire, Oration diſuela ij ſuo peuſiero, Che d'vbbiair fa gi
Ma piu opportuual hora aprir diſſegno,
Poi d'vbbidir vi piaccia ad vn ſol ſegno. 2 2.8
Tuerrieri, che attend
ete in prigionia Dura neceſſta vi parrd ancora ele mura ſoccorſo, da c.
hi regge laſciarla Citta, le moglie, i fgli Fia legge d vbbidirea Inoci Peu
iate, che virtu l'huomo auualora, Selhiettaa„che'l meglio l bnõ conſt gli, Se eletto il minor male in Guerra fora; 1 magnanimi fatti, ma latzeee Vi inuito dunque a ſoſtener perigla 6 vuol ſoggetti Col core inuitto, e Leneroſo in Guerra,
a pugnar perfetti. Che ſoffre i danni, 2 ne Cbonor non erra. 2.. Lmalagenol Guerra, a rea fortuna,(iò dettos tra ĩ ſoſpir d amor', e dira tnadimenti, a Cran perigli, a frodi, Tutti forti a la morte, al paro vniti⸗, 44 i aſs altid ale miſchie, a le armi, ad vna Approuano il conſiglio, ond altri aſpira Imagine 6 morte in varij modi, Di conſeguir Vittoria ai primi inuiti, Mag nanimi durate; In noi ᷣaduna Altri la libertade, altri ſoſpira Il valore, il boter, le vere lodi Il danno de le mogli, altri le liti eIneclita Venetia
„el noftyo honove Riſolue, che egliè foræa,& è precetto, Vna mente, vn volere, vn
vn alma, vn core. E che nel vbbidir non è diffetto.. ad Saggio


