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15 VIngeloò viuo, a tempo anco fial Duce, De' prodi Heroi fial vnica virtute Di ſoſjerena, oue il valor riluce, Come chi ſoffre pena a ſua ſalute, 1 Tal poſta al dezen'alxa la luce, Quando da ſpeſni fiati non perdute Sõ le fiammelle al foco, anzi ei s'infiamma Agitato, che ſia ne la ſua famma. 11
E, ſe Agenorre io ſcorgo, qual Leone, La varia ruota attorno il ben ſi aggira, E'l ſuo caduco ſtato al fin compone Non fiemprera forteXa la giuſta ira; Comel oro safſina al paragone,
La Patienza in lui forte sammira, I quei di crudeltade il duro ſcempio Tuuſtrerd de i Deneti l eſempio
15.
Ne l altißimo capo ad aſpra Guerrz Dieci pouno ſchermir con pari ampie⁊a Quanto la baſe in quadro è poſta im terra, Tanto alza la cima in pari altexxa, E nel petto ſe Male, ai ponti fena
Per traſpiantar vicing a lafortexxa
Il paſſo dal ſuo ventre a lalte mura, Vittoria partorir, 2,uno, e paura. 4 4 16
(omparue anco l eccelſa, e nobil torre, CObhe allargando ſua baſe il ſuol ne preme, Con vgual patita ſi vede eſporre A P'aria quattro Capi vniti inſieme Con fronte aperta a guerreggiar ſen corre, Promette ai Franchi entro il ſuo ſen la ſpe- Che ſicuri potran recar ſupplici(me, E'n faccia anco ſchermir contra i nemici-
12 1. 17 Ala che rumoreꝰ&d eceo in mar m' aſcondo, Ma! altiero Ne Franco ogniate ſcopre,
Ele lagrime, ò perle io porto al mare; Tacqueʒ e poſcia ʒsvd dal ſuol profondo Ia tromba ſino al Cielo il ſuono alare; Dombra appar de la torte, e preme il põdo Aterra amica. Old? S'ode ammirare, O ſolecito almen!l huomo ſi moue Alodar, a veder le coſe noue.
13 eAltri nel ſonno han 8 grauati gli occhi, Se alxan le mani, il capo, ò cade il piede; Aleri torre mirar, che il Cielo tocchi Gli pare,& altri guarda, e nulla vede, Se non, ch'om bra nel mar cada, e trabocthi, Evn monte al'ombra caminar ſi ciede, Ben molti intenti al grido, a le parole Ammirar quella eccelſa, e vaſta mole. 1
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Di Drago in foggia macchina ſi mira,/,
Che in hocca ha famme, e dẽtrol vng hie il Je fleſha illuftrate fuori ſi rimira(foco, Fondar la baſe a quattro ruote in gioco, Pareggia il corpo a i monti, e ſi raggira Con genti amate in ſen di loco in loco;. Con cento, ch entran per la ſchiena armati Grauida hal ventte d arme, e di Soldati.
Tanto al ſuo ingegno l'opra saſſomiglia, Che linduſtria a maggiori egli diſcopre, Ma in ſua mente non cade merauiglia; Dice ſol d'applicar degno vſo a lopre; Non ftupi, ma fè cenno con le ciglia, Che degna opra egli ſtima, e dono degno Al glorioſo Imperial ſuo ingegno. 18
gia ſi ſcoprè dai Veneti Soldati, Che ſempre il tempo irreparabil corre, Son glorioſi caſi a tempo nati; Meglio conſiglia chi il ſuo ben precorre; II Senaro decreta, indi gli armati Danno ad fetto ciò, che ſi diſcorre, L5 diuisò l bbidiena, e queffli Ala legge inchinarſi anco fien preſti. 19
Si ſcorge a lo ſplendor la naue armata Ir volteggiando, hor raggirando il mar/ Edtindi i fochi amici hauer ſegneta La vifta, ell moto per douer patlae; Stanno intenti i Chioggioti, e eonſolatés Par lor da Dio la mente ſerenare⸗/⸗ Quando intonar lauuiſo anco vaſpettt⸗
Che per aria volar debba ſaetta. 4


