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— CVART O. Jradite,o Re,ĩ miei doni, al voftro Impero
8 10 Auo in ſicura libertate, macohine verranno; il magiſtero
Si aprira in i ſmi. i Sen quelle moli ſmiſurate; Epel piano a la lunga ſon tirate/ Eurhae Ea lui grata riſpoſta diede, il Re ſopra vn VNiſeo ſalta, e poi ſiede. 91 2— Sello era allhor cercar tra l'armi ſcampo Con girare i Caualli, e vſcirue al corſo, Sotto le mura ſcorrer, come lampo, Quegli shuffare, hora mordendo il morſo, Oroliare al erin, farſi co i ſalti campo, hora curuare i dorſc 7*.. 0 Ed 5 alto in duo pi ſaltar, nitrire, i altoin ſalto vrtare, hora ſalire.
„. 9 2 4. Lanimaſa(zmilla ha ben cento occhi, e ammirano di lei la deſtra forte,
E il delicato viſos che ella ſcocchi
„44. 4 1 appeſi. indi tratti, e nel forte arco teſi. 4 93 Se, Dirro che flaua jn maeſtate 6 De porta aureo ricamo ſopra l'armi, . 4. 2 Sanein moſtra di ſua vanitate; ella. 1. Omeen Quegli vn Ganimede parmi, 5 0,0 Troian con vefti armate, orſé merita il vago, che qui armi
rãte?. 29 ac 4 moſtr ad Gioue aſpetta,d Alcide, 0C, e qu' ſcocca,il ferc,e vccide.
*. 94 ue Quei fregi d'oro, e rarmi s' lucenti,
„
Che tardo calcano il ſentiero,
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9 5—01 a i ſoldati confondono il ſuo pianio,
Onde angoſcioſa ella ſi tira indietro; Quindi ſi ſcorre,& hor ſi perde il vanto D'ſſere innangi ſcorſo,ò ſpinto addietro; Con vergogna, ò eon danno ſprona in tauto L'ardir d'altro foldato, e ſegue il metro De la Guerra a vicenda, ò pur ſi arreſta, Se lancia, o fere, a piu ſthermir s'appreſta.
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St riſponde da i muri ad ogni inuito, E ſi rende per vn ben dieci ftrali; La nata emulation fa ognuno ardito In ſchermire, in patir pene mortali; Ma la notte vegnente altro aartito Diuulgò de la tregua, e fleſe l'alt De le tenebre ſue ſopra la terra, Richiamd il ſonno, e diſtornò la Guerra.
97 Sdi fuori, e di dentro ſon rimeſſe 8 Le prudenti vigilie ad ogni porta, Exsui muri leſquadre ſono ſbeſſe, E( apitano a vigilare eſorta, Che, jeal armi il nemico ſi moueſſe, In su gli occhi di lui non ben comporta La Guerra, che ſi dorma, e da le porte Meſca a ftrire il ſonno, e poila morte 98)
a, ſe il terror regnò la ſcorſa notte
Trai perięli di Guerra combattendo, La ſtella vſcita da cimerie grotte Faſca,& ombroſa vien!'ali ſcotendo, E ſparge con ſue man nel pinger dotte Icolori a le roſe, e diſtendendo
In suͦ i Hori le brine, ſueglia ſreo Il fratel de la morte dal ſuo peco.
52 Riſpoſe il ſonno, ma con gli occhi graut, Di papauero il capo, ei lumbi cinto: Dolce ſorella mia, ſe auuien, ſi lautu Dentro al fonte le membra, io ſono aceinto, Kapirò Naſitea; ia non ti aggraut A canto lei poſarmi, accioche uinto Da ſua heltd mi chinda, e mi apra gli oc- Econ la bella man mi deſti, e tocchi.(chi, G Scos
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