Camilla halſu
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CVv A R Po. 1 71 gli occhi laſßia Quegli ha di ſue belleæxe il primier fonte
0 Aucia l'boſle, e2 timor su 992 kenuneae ordine di ſchiere,
nel capo vn gran cimiero ſquaſſa,
Eſcopr e il coro forae aſſai niene ſiu 4
i ſquadra in ſquadta vn Capitano paſſu
Con le varie, e diuiſe ſue handiere; 0 Leon nel elmo, e in petto Diſcopre vn motto A Vergine è ſoggetto.
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Tipino vn riſo pien di merauiglia muerſo i Paladin n'aperſe, e diſſe: Ed ella? Donna? Amor, Marte ſimiglia Nel viſo l'vn, l'altro nel corpo ſcriſſe 3 Cratie, e forza di Guerra 50 degna fy glia Dopprimer quel Leon, che tante riſſe lemina, e fa Guerra al noſtro Impero,
Je a tai Gente comando, io piu non chero.
72 vagLienſe(oſtantino Ecco i(aualli; cui Pipin: Vi piaccia, o Capi, Che ſi mettan rof da rreheen,
oti la raxa, el'ob’ d Lo Kbirto, le hrrexze, nernumene, cibo, e lacque, o linfluir del Ciclo. Queſti tutti fra le banhe, etra le ſpade Codon ſentirſi d'arme carco il dorſo 4 4 Doue piu ſtride il ferro aperte Hirade, 6
Stentan fra le amme entrarne in corſo.
on fra 1 balij Liocare in ſicurtade, 2 5. b⸗ ſanguigni i labri, e'l morſo Lenabenſe 0, e co ĩ calci, e co ĩ denti
ndur gli armati a morte in fier tormẽti.
anxi de molti 4 d'altronde uè piu par, che'l meglio abbõde.
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Dal capo aſciuto in armeggiar s! dotto, A cui con gonfie nari, e lata fronte
Di Friſia era ſua madre, eòl padre Scotto; Moſtra ei ſpirti di Guerra, e voglie pronte, Da quel capo ſuperbo, e nitrir rotto, Scuote il Cimiero, e da le nari ſpira Foco, ſe ſalta, ò s'erge, ò ſi raggira.
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7 (illaro è queſti; Dal gran Pelio,& Oſſa AMõti n'hò tratto il ſeme; Hor y'ei ſi mira, Che alxa la fronte, e in grauitade è ſcoſea La vaga ſopraueſta, a gloria aſpira, Docile al giro, e facile a la moſſa, Sne lo ſtare il ſuo bel corpo ammira, Balla tal volta, hor ſi ritira, hor ſcorre, Dicaſi in ſua grandeæ za, ò monte, ò torre.
7 Harbe a lui ſegue, e non fu mai(vrſiero, Che gli faceſſe in corſo ombra, ò riparo, S'vguaglia al Arione, ani primiero Palſſerd ĩ venti, d ſtard a i veltri al paro; Sire, ad vn fſchio moue il corſo fiero, Fa ſuonarl aria con concerto raro, E fugge, e paſſa, e par, cheai piedi lale Habbia, ò vedreſte vſcir da l'arco ftrale. 8
7 redere fte mio Sir? Quegli, che viene
Ha madre, ma per padie ei tiene il vento, S'egli può ingrauidar tal nome ottiene; Eiglia con tale innamorato armento, Qualbor d'e mor le naturali pene Proua deſiando il natural contento, Ei corre con nitriti al ſalſo lito,
Zeſiro ſpira, e ſif fa ſuo marito.
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7 Aerioò il nome, e ottien dal vento il corſo⸗
Caucaſo è quegli, es'alæa a gloria tanta, Che da Buce fol trar ſeme, e nel dorſo, Come eleſſandro, voi portar ſi vanta; Cãdida ſlella ha in frãte, imbiãca il morſo, ViueX Xa ei moſtra, e fora anco altrettãta; Abrutio queiſti fa piu nobil Roma,
Doue ſi nutre, o piu langala chioma.
Vince


