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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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. 10 Diſſe Milene: O peſcatori a hamo AuuezXi, anxi in peſcar' è' valor voſtro, Tusgite? al'armi eeco'inuito,e chiamo Serrateui Cittade,d⁷ barca, ò⁊ Chioſtro; Ocodardi, appreſſateui, che entriamo oſte per quella porta; Ecco io vi moftro rando nudo, por, ſe vi alci Guerriero, Venga mecoa battaglia, io piu non chero. 1

1

Aenorre ſi volta, e con la vifia Formidabile, e graue, e il paſſo tardo: Eecomi diſie; Vieni; ho gia preuiſta

L audacia, onde tu iſtimi altrui codardo: zun hen, quando hor la voce dmiſta

0ſuõ de! armi, e ognii pugna agliardo, Neai ſeeſſ dal Ciel piaue d Saua Lanto i colpi martellano la teſta.

12 Dal mantice de dire ambe le ſpade Si infocano, e ne mandano fauille, Se Pvna il ferro, e ciò, che tocca, rade,

Porgean, ſon tronchi, ed arſi dal furore. 1

Jegna il(onte il gra 3 AMa il Deneto ſchermiſce, e*l E ferea la ſiniſtra in su Pelmetto, Onde il ferro incroflato, e por fracaſſa; Si ſcolord AMilone, e per diſpetto

8 Lihe inanxi, e tanto il terren laſſa, S 27 bor braccia con braccia, e viſo a viſo i bada con ſpada in sa l'auuiſo.

Ceſſate; Siam custodi Angeli voſiri ¹0 vi comanda Dio con dettz noftri.

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15 Attonito di cor, cieco di viſta S'arreſta,& ode agnun, che Dio comanda; Hor diuiſa la luce andar ſi à viſta, Starſi al coſpetto lor forma ammiranda; Poi con'albor notturno al foſco miſta Sparꝭ poco lontan da quella banda, Che i Capitan drixXaro il loro ſcampo In Chioggia vn, laltro ritratto al Cãpo. 16

Hor Veſercito in tanto in ¶ampo aperto Con tripartite ſquadre ſen venia, Qual empestuſt mar con moto incerta Con tante onde ſi mette al lido in via, Con furor verſo terra vrta di certo,1 O, ſe vna al altra ſegue onda, ò pur ſia Norma del vento, ò vn foſpirar del mare, Horribil moto, ma ordina oappare. 1 Ibandiere ſpiegate vn lieto moto Monono al ſuon di trombe i pio ſicuri; Pipin menaua il ballo, e con tremoto De la terra quella hofte ei guida a i muri; Crold il cimiero, e guardò ĩ dietro immoto, E ſi gloria in veder tanti maturi Soldati, e(apitani, e poi ſi duole, Che in poca eta tramonti, e vita, e Sole. 18

La terta onuſta da tante armi moſſa, Da tanti piò calcata, ò ſuon battuta, Da tanta Gente al calpe flio commoſſa; Da la ſua forte eta quaſi caduta, Oppreſla è uel ſuo centro, e frauta,e moſſa Ne querela al mar e fu veduta A fugar le Balene nel profondo,

E partorir vn nouo centro al Mondo. 19

Ani piu ſcoſta ne le interne vene

Smoue le pietre, anuampa nel ſudare, Ne gli antri, ò vento, ò foco ne diuiene, Si che il freddo la ſquaſſa con rigore, Corpo febricitante in ſe ſoſtiene, Sellaè freno del mar, moſſa in furore Imarmi ſpezXa, non che molle arena, 1 Eil mar ſenza conſin! acque disfrena.

Ata