90 Oad'ella, obime, con vn ſoſpir d'amore Riſpoſe lor, che piu chieder deſio?
Sia immerſo il caſo ne leterno oblio, O mio pianto ti sfoga, e mio timore Ceſſi hormai, ceſſi lo ſpauento mio; Giudicate voi mè, ſel amor regna Nel voitro cor, ſe di Pietd ſon degna. 91 Qual dopo grande arſura anco la pioggia Prouien dal Ciel, cos dal molto foco Stillan a'tmor le lagrime in tal foggia, Che'l cor yinfiamma nel piu interno loco; Si che a gli occhi weeef pianto poggia, E ne l'acque ſi abbrucia a poco a poco Quel cor, che i lumi affiſia per vederle, Se le lagrime ſon criſlalli, 0 perle. 92
Segul un dire interrotto de gli amanti: Eccoci tutti a gara a tua difeſas Conſolati, Regina, in bando ĩ pianti, Verrem doue comandi, a quella impreſa, O'di Guerra, èdi Pace, che ti vanti Spronarci eol tuo dire a la coyteſa,
E con la tua beltade in lieta Pate Verremo a goder ciò, che'n te piu piace.
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Riſpoſe ella: E di quello, ò Turco, è Cane? Cal morto figlio su pietoſi amici Eſponete il Tiranno al'acque inſane; Sian morte, e ſame a lui degni nemicis Saran di crudeltd battaglie i ftrane, C'haurd con empia fame, e le infelici Brame di morir preſtos il ſuo diporto Sia ai morit preſſo al ſuo figlio morto ·
94 4 Svdi lapplauſo de le Furie intorno- Pvna con proprie man ſi dis al efferto, La ſentenza eſſequl, come altre il corno Inſuonan di Giuſtitia, òd empio affetto⸗ Fu in gratia de la Maga fatto ſcorno A Tamore, a la Patria, al loro eletto Imperator, che i proprij ſuoi Soldati- AMuinift/i eran di morte, e 1 ſietatã.
Jo ſon Donna, e ſon voſtra, abi fier dolore,
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95 Angelo a loro altro non diſſe, O Dio
Dou' è pietd de la mia Gente? 0 fᷣglio Non ſapendo ti vcciſi. Vn'alto, e rio Rumore,'de le Furie gran bisbiglio, E che mora, intonò, ma qual reſtio Sard? ſe de lamata il ſopracciglio Aſpro comanda. Che a lui ſia nemico, Chi deſia del ſuo amor goderne amico.
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Fu eſpoſto Angelo al mare in vn battello Col figlio morto preſio a luĩ legato⸗ Viene Aſmodeo con l infernal drapello, Spiega le velee i remi ha in man pigliato; Spinge le naui, e inuita queſto, e quello Affrettar il viaggio incominciato, Ele Furie nel mar tempeſia han moſſo, V vacilla il batel da londe ſcoſſo.
97 Aa l Angelo cuflode ha preſo cura Di remigar nel legnofino a terra; Gran Pietade nel caſo lo aſſieura, Se contra il ſuo voler l huomo non erra; Angelo ha il core a Dio, di ſe non cura, Ma patiente col timor faguerra, E ſpera, che la candida innocena Vinca, e ſia grata a Pi gran penitenXa.
9 L'inimico infernal d ingegno altiero Emulo de la Gloria, e di ſua Pace, Di quauto cape il Ciel sarroga impero, Non che del Aondo, ond'erra pertinaces nbiſce nel ſuo error honor primiero, Che al vn ſi deue, a quel n' aſpira audaces Poiche di Dio non può ſeder uel ſoglio Sfogar contende contral huom l'orgoglio 9.
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Poteſſe ei pure ergere al Ciel la fronte, Contra l' buom ſeminar ſempre la Cuerra Accioche egli al Empireo non ſormonte; Ma ſia ſua ſede il centro de la terra; Permette Dio quelle altereæXe conte Per prouar, come! buom ſaggio non erra, AMal nemico infernal d Angelo luce Si finge, e le ombre del mentire adduce.
Qual


