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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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T ER ZzO.

0 Aanĩo a tempo accorre in sàò l'uuiſo Dꝛbracciar larmi,e di ſchermire a Phaſta, Riceue il colpo, e morte a limprouiſo(ſta, ĩappar gli occhi, e' caſo a lui ſoura- haſta ruppe lo ſcudo, ond'ei fu pcciſo; id la morte ſtridor, fu horror, che bafta

A far cader la Maga, e ognun ſi d accorto,

Che il Padre non ſapèdo ha'l figliol morto. 8

12 ngelo vide,& arre ftarne il braccio

giunſe, lia inarcd, ſi fa di giaccio,

hhorror de hempia morte,

orte. . 82 Dadre, il glio morendo diſte, a Dio. Eiglio, riſpoſe il Dadre,o Dio, ch'errore? 3 Aſcanio, o rio Caſo? Aorto dal Padre? ohime dolore, Poſcia vn bis biglio, e vindice vn deſio Battd al cor de Soldati, e crebbe borrore, Venere con dolor di morte tinta Si ſueglia,e diceahi,che giaccio eſtita? 8 Ecco pietoſt Veneti i Tann Vi diſſ il Capitan, ch'ò crudo moſtro; Peſate vos ne le ſue mani; danno, Se contra il feglio il crudoſcpio ha moſtro, Segli! ha vcciſo a morte io lo condanno Nel fatto, enel delitto ve'l a mostro

equite il reſto, auto a Ciuſtitia infesto. 8

faccia eſangue, 1 4 O eche paſpet- Se cafligo dal Ciel non vien ſuperno,(ta?

rIuferno?

Che Fapraa vindicarſi hor ho

I Denetiani allbor moſſi con grido

Noi ſi decreta la crudel ſentena Di preſentarlo a Penere legato, Sche decida con la ſua prudena, Come s habhia a punir lo ſcelerato; Legan! Imperatore, a la De la Maxga n'accuſano il Al foldo ſol di ſua belta ſon

Sinoa!'Iudie varcarne: 2

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85S

Stupido gli occhi abbaſſas e per dolore Angelo vammutiſce, ò pur ſ accora, Quindi il Sol s'oſcurò poſto in horrore Da Megera, che vſcꝰ da vn nembo fuora, Quando offuſcdò il ſereno, e lo ſplendore, Spiegò il veſſillo di Vittoria allhora, Che iſtigò i Venetiani a incrudelire Contra Angelo, e vacceſe, el'odio, e Pire.

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(on aria traſparente ftampa l'orme Deeſſercito nel Ciel fra puęna ardente, Poi d Angelo ne informa l empie forme Di vn moftro, che S'jnfuria erudelmente; Ond ei par proprio vn Barbaro aiforme, Che arriccia il pelo,ò pur m'arruota il aete, Hor da le Furie moſſo ognuno aſpira Ala vendetta, e contra lui s'adira.

87 ud tutte, e tre le Furie con la mano

Adirata, e con fieri horrendi aſpetti,. De l'vno, e l'altro ne lo ſdegno inſano Fomentano al voler erudeli effetti,.

E'n queſto core, e'n quel fatto inha mano Tentan diſborre al'opra gli empi affetti,

Confondon la ragion con gridi ardenti,

S fan, ſia morſo il 34 da rei ſerpenti.

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Snodano il dir. Giutitia a che ſi nega?

Altri, ne l'innocen a mia confido.

Che clemenza ſi oſſerui alei, che prega,

Altri, o tiranno al proprio ſan&ue inſido,

Sche fard di noi? ſe non ſ1 piega 8

Al natio cordiale amor del f Llio,

Qual legge nol eneenha,9 qual conſiglios 9

preſeaxa peccato, prouti

ari, ei monti.

F 2 Oad'ella