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Eutra la nebbia, e premono co' piedi
Paria ben denſa, e tutte, e tre ne vanno,
Atontan la naue a cui la Maga: Siedi,
Dice, o mia Spoſa, non ti prenda affanno;
Che felice ſarai piu, che non credi,
Poſcia a vele ſpiegate al mar ſi danno,
Son miniftri d' Iuferno si potenti,
Che comandano al'onde, al motoꝛa i venti.
1 LAfmodeo nel viaggio ala ſua Dea
Comparue in forma del cieco( pido, A lei cos fauella: O Citherea Denere in Amatonta, in Pafo, in Gnido, Degna d honor, del bello vnica Idea, Se Hor hor ti laſcio uon ſtimare infido Il mio ſeruirti, e non temer, perch'io Con tua belid voglio far Guerra a Dio.
52 eAletta, inganna, al fatto io ti ho ſuaſo, Di che per te tuttol Inferno gode; Con l Angelo pugnar ſon perſuaſo, Con tua beltade io teſſerò la frode; Onde a mio honor verid l'horrido caſo⸗ Va guerrierad Amor, ch'a degna lode Ogni Nume infernale a te ſoggetto. Tl inalza, adora il bel magico aſpetto.
53 Ecco il nemico noſtro,n gelo d deſſo; Tra gli Spirti vn parla muto ſi meſce, E lor parue, ch vn'ꝰ Angelo piu preſio Giraſſe l'hofla, onde'l timor saccreſce; Da i maggiori a i minori gid conceſſo Di trasformarſi in varij augeli, ò in peſce Di qud, di laà nuotar maſtri, ò balene, E fur viſii incontrar piu graui pene. . 534 gra Ingelo co i Leneti maggiori Lungi da gli altri in vn legno a conſiglio, uando ne ĩ primi mattutini albori Naue ſi vide, e poi s'vd'I bisbiglio; Qualhor de tuoni i fremiti, ei rumori, Ecco il nemico a larme, onde al periglio Augelo primo appar, cruccioſo è ognuno D'incõtrarne, e impugnar tèpo opportuno.
C A N 1T805 15 Itotte la naue de la Maga allhora,
Ch Augelo armato da la poppa apparue; Ond'a la voce,& al'aſpetto ancora Spariro in aria, en mare borrende larue; Quand' hor Denere in viſo, come Aurora, Ma timidetta in maeſtà comparue; Ammantd le ſue membra in ſottil velo Poi ſcopri ne le man! horribil telo.
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In alto aſnſa al ſommo Duce a fronte
Traſſe gli occhi d'ognuno a vag beggiare La maetd de le bellex e conte; E cosl diſſe: Hor fra gli ſcogli in mare Per doue andrò peregrinando al monte,
In piano, in valle, per Pietdà mercare,
Se ne i Veneti è tanta? e che paura D'incontrarne, e chi sà? la mia ventura?
57 Angelo allhora: Il cantoò di Sirena, O miei Veneti, i ſenſi puo legarui, Eſe piu la mirate, a la catena Vi condura, ch'io non potrò ritrarui; Nenditi, o Donna, e taci, e per tua pena, O' per noſtra pietà penſa d andarui A Venetia; Hor t' aſcondi, fuggi ſtrega, Certo è, che la belta gli animi lega. 1⁸ Ond'ella? Etè Pietd, ch'io ſia cattiua, E ch'io m'aſcomlare ch'io nõ parliso terra, O mar che non m'aſſorbi viua viua? Se incontroi Leftrigoni a cruda Guerra, O ſemplicetta Deuna, e che ſia priua Del Sol, vi par? qual crudelta ſi ſerra Nel petto voſtro?& che ĩgiuſtitia è queſtat Belta, che da natura, èuui moleſta? 79 Il pregar',& il mouerui a pietate Forſe incauto ſard di falſa lrega? Non vi pare, o ſoldati, crudeltate Del maggior Duce ſe a me il cor nõ piegas Quauto è infelice, e tenera beltate Di piu infelice Donna, a cui ſi niega Il parlar ne la morte? Eoco? il vedete? Il ferro del mio ſangue, o come ha ſete? Cid


