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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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TBKZz O.

. 8.* 40 Dimmi, perche' deſio ſuaniſce toſto,

Sdel hello!amor non gode eterno?: Fors è nel lui goder veneno aſcoſto,

onui meſce laſciuia vn foco interno? . Foyſe il tedio al ailettoſia interpoſto, lgioir la triſtexXa del Iuferno? Dou'e l foco 4. Amors par che ſia eſtinto el piacer', e l'amor vincendo e vinto. 41 Khi, ch'amica natura nel piacere Il goder non eſtingue de gli amanti,

e vicendeuol voglie oltre il potere Confondono ĩ diletti bumani, e tanti 3 Venere ottien da lei che al M15 0 impere, Edal voler de Phuom, ch'ella ſi vanti Ardere, e ſoggiogar Prouincie, e Kegni, Cbe Veuere terrestre al Mondo regni.

* gia s'eraal ſuo balcon la Spoſa poſta er vdir, per veder la cantatrice,

Quand hora il canto, e la cetra depofta

Incantatrice,

G Voſcia come Falcon poggia, hor s'abbaſſa, 41 ammirante Spoſa Por SFauuicina,

Quindi la nebbia folta a dietro laſha, En maeita compar d alta Regina, Onde ale flane de la Spoſa paſſa, Tral'oro, e trale perle, e la pruina Nel Aurora ſbargea grata colore oro,e d argento al mattutino albore. ahes TOri ente aen bocca, 95 1 lao ſeansenao vn grato odore:

Spoſa, a te pur tocca Tenere a tuai ſaſi 7,, ha4

29 iri, e trarne amore, Ch'ei gratie verſo te, non ſtrali ſcocca;

Onde io coſtretta fui con Chate veniſſi, e mi ti

47 Obelerio fra gli otij del mio Regno, Etra mille diporti ei viue meco: E' belliſſimo, amato, e di noi degno, Che noſlra vita ſi conſumi ſeco, Con nebbia! aria, mar con agil legno, Se varcar vuoi, felicitd t arreco; Poco piu poſſo ſtar, ti inuito, e chiamo A goder le tue noxes andiamo, amiamo-

46 TPoſcia abbracciòla,& vn Venereo foco Inſpirò in lei, che nel deſio s'accende, E con alte promeſſe a poco, a poco La conforta, e la prega, onde ſi rende; Perche diſpoſta era di loco in loco Peregrinar fin, cheòl veron'intende De lo ſuo Spoſo la hidata Spoſa, El deſia piu, quanto è meʒta, e gelaſa-

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Inuida la Nudrice dela Maga Curioſa a ſapere, a imparar l'arte, Come prima dincauti ella fu vaga⸗ Perche de la Aagia corſo id gran parte, Vito hal poter di lei, percid vappaga, Di gir ſeco conchiude, e ſeco parte Caudida conſolata, che lo Spoſo Spera goder con piu Aolas ripoſo.

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(be non pud il Alago Amor nel core huma- Sente la gionanetta il caldo affetto,(noe E vede il foco, e pur vi pon la mano 3 Pur che ſatij il deſio, proui il qiletto, Senga alea lay ia, come al mar inſano Salſida per trouar'amato oggetto, E non teme, e non peuſa a la ruina- Onde Amor certa morte a lei deſtina.

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Quando hone ftà la limòla d Honore,

Ca legge maritale il dubbio ſcio glie,

La Geloſia ſcaccia da læi timore,

E ſe incoſtanti ſon le hnmane voglie,

Il diletto, e'l godere il caro Amore,

El venturo piacer di fida moglie

Stimoli ſon di Venere, e la fede

Le da, che'n breue ne godra mercede.

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