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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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30 Ala chi deſia ſaper, chi ſia coflei, Si ramenti, oue giunſe il ſier Ribello Dale Farie portato in braccio a lei, Di cui con merauiglia io pur fauello, Ch'è Venere votata a gli Aſmodei, Protetta, ò pur vallata da vn drapello De la turba infernal tienſi dinina, Di noua Francia ella? Maga, e Regina.

31 Quefta Venere Maga altra Medea Compar piu bella de la vaga Luna,

Flla dal'Indie, ò noua Francia hauea

Date le vele a i venti, quando imbruna; Quanqdo il Ciel con le rtelle ſi accendea Smonta dal legno in mare, al canto aduna La Greggia de i Delfini, e ſopra il dorſo Preme co piedi l'vn paſſando in corſo.

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Preſe il Porto d' Ancona col ſuo leguo, eui nocchieri eſperti eran Donxelle, Icui Choro belliſſimo, e ben degno Di guidar naue in Ciel tral'auree ſielle, Veuere regge in noua Francia vn Regno; Di ſen vien, doue par piul appelle Lo ſpirto, a cui ſin dal infantia lalma, Et hauea ſacra al Aſmodeo ſua ſalma.

33 può Venere nel mar componer letto? E di laſciuia accomodar la ſpuma? Può fia lacque volubili il diletto Fermar, calcare il mar, qual molle piuma? Sotto gemmata concha ella ha coſtretto Ballena a farle ſtoglio, hor quando alluma La ELuna ella ſi leua,& vn Delfino Porta la concha, e nuota in ſuo domino.

34 Stando ella in corſo gli orecchini d'oro, E dal lembo le perle allbor mouea, Cbhe nel candido manto il bel theſoro, Come il SCole i fuoi rai, ſeco trabea, Per fanal de la conca vn lume loro, Quaſi fra gli afri il Sole, riſplendeas Onde ogni hiamma a quella margherita: Tributaria rimane, e ſcolorita.

35 (on ſoaue armonia tempra, e percuote La leggiera, e dolce, hor tarda, e graue, Da le ſonore corde vna man puote Trarne la voce, eòl ſuon vario, e ſoaue. Erato, che accompagna al ſuon le note Cantad Amor ne la incantata naue- Edi Venere ſua ſbiega la lode, Di cui ſi nutre, e ſeco il Mtondo gode. 6

3 eſſaggiera del Sol Venere, o ſtella, O di notte Diana, Eſpero al giorno, Emula di duo mondi cos bella Col Sole, e con la Luna fai ſoggiorno: Tu di celeſte Venere facella EFai lo intellettto bhuman di lume adorno, E qualhorl ami, il puro amor dimoſtri, Come Aurora d' Amor ne i ſenſi noftri.

37 Nel rinaſcente Sol ti ſpecchi, e'l lume Col ſolar tu confondi, e qual criſtallo, Lo ſplendor,-h'ei riceue, in ſuo coſtume Lo rifonde,& in lui compone il ballos(me Quã do ei tremulo irraggia,u par, che allu Se medeſmo,& altrui ſenza interuallo, Cos da lalma Venerel' Amore, Qugal naſce da Oriente lo ſplendore. 8

Da raggi vna ſol luce ſi incolora, Qualbora Amor dardi auuẽtar pur vuole, Sfauilla anco il bel lume, che innamora, E l'intelletto illuſtra, come Sole,

La volontade bumana è bella Aurora, E Venere celeſte nel di ſuole

Preceder Alba, e con piacer nouello Nel nouo Sol naſce l'amor del bello.

39 Denere tu terreſtre, o ſei laſciuo Piacer, ch attorno il bello ſi diſtende, Se non, ch'ogni animale è per te viuo, E la propagation da te ſi attendes Perche ſiamma s) infame il mondo priuo Del natino piacere eſſer contende? Forſe, che'l natural ſeme fecondo Non riforma le ſpetie,& empie il A4odo 7 Dimmi,