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TERZ O. 29
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&lamare in ecceſſo, e ſprona, e punge Il cor, la lingaa a ditfogar querele, Emula de!' mor la fede giunge,
E vi fa creder, ebe ſia amor crudele;
Contra il Tiran l'odio, e l'inuidia agginge,
E'l dolce mele ſi conuerte in fele;
Non ella è fede, ella è crudel Megera,
Ch'odial'amor', e'n odio ſi diſpera.
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Qual ſe giurato haueſle il caro amore Voler voi fterminar come nemico, E non vedete voi, che'l reo timore Scaccia l' amore dal poſſeſio antico? Dunque del' amorſo, e dolce core Chi ſcaccia amor? nemico, ò pur amico? Ditemi qual ſard? Lodio egli deſpo,
Che anco geloſo amor ſi noma b‿ο. 5 22,
Saſpetta a voi quel ſenſo di natura Da intereſſe amoroſo ſlimolato Eſtinguer s, che fra geloſa cura Di bramare il diletto a voi ſia grato; Che quel ſommo piacere vna ira impuya Non douenti nel core innamorato: Produce odio, e dolor lo ſtrano effetto
el core ardente col bramar diletto.
E vorreſte preſe 1 4 vorreſte preſente il voftro 5
Edodiate laſſenxa e'n 1 2an Che ſi prefto non viene a voi Iitroſo, Parui, ch'ei neghi di godere il bello, Che ſuol goder ꝰ'amorz Quindi ripoſo In voi non troua Amor, quaſi ribello, Perche'! ſoſpetto a voi par, che ſia vero, Che d altra barca ei ſia fatto nocchiero.
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II penfeſo, che nel braccio,ò'n ſeno D'altra amica ſen goda il dolce amore, Vi ſcuote il cor, e dal veder baleno Il fulmine prouate del dolore; Lanima eſterrefatta ſenxa meno Soffoca il cor fral graue ſno timore,
Emula inuidioſa d altrui bene Jattrifta imperuerſata in tante pene.
Sßfera poggiar, doue piu il bel s'apprexxa,
8 Dartiti Geloſia Furia d' Inferno,
Poſate meco, ecco la vaga efurora
25 Se a la ragion voi date, e tempo, e loco Piu, ch'al Sol chiaro il voſtro mal vedrete, Ch' Amor non è, ma egli è laſciuo foco, Che vi fa odiar incendio, e quella ſete, Che non ſi eftingue in amoroſo gioco, Se8l vero amor potente voi credete; Cbhi vincerlo, ò d amor può ſaper l'arte Se cede a lui ſenno, valore, e Marte?
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Se la ragion col ſuo bel lume ſplende, Vdrete furia, ch'eutro il cor faſcina, Vedrete vn reo penſier, ch'egra vi rende,— Oude a lo Spoſo ei macchina ruina, Che qual cibo indigeſto al capo aſcende,
E latro ſangue a vaporare inclina
Odij, ſoſpetti, doglie, e latra bile, Ale baccanti vi fa ancor ſimile.
27 ¶ redete veritd di vecchia eſperta, Che racceſol amor da la bellexxa Egli deſia qual foco, a la ſua certa
Doue l'anima gode in ſtrada aperta, E poi che ella non ha la ſua quetex⁊a: Quaſi foco ꝛi ſtretto, e tuona, e freme Fin, che'n ſua sfera goda la ſua ſpeme. 2
Figlia con la ragion purgate il core Queſto mi deuta Amor,(ſell ver diſcerno) Che partiſie lo Spoſo fuò valore, Che traſportò il Guerriero al ſuo gouerno D'armata claſſe, e non piu del' Amore, Se da' ſuoi la tempeſla empia il diuiſe, Quale Angelo di cid fia, checci auuiſe?
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Diſcombrai ſogni, e ſcaccia la paura; Acui la Spoſa: Eſci ſoſpetto fuora
Da l'egro core; a te mi rendo in cura. Ma che odo? e tace pure il mare, e l'ora? Quale armonia, che a mel'animo fura? Sento la man, che dolce cetra tocca,
Odo gli accenti vſcir da dolce bocca.
Ma


