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SECONDoO.
Nel vagolinoil vario laberinto Con ſtrade ineſtricabili e fugaci Dice Ruberto altiero hauer dipinto, Eerche ſon ſcorte de gli mor fallaci, E herchel viſo d'vna Donna ba vinto Lui, c' ha⸗ pirti magnanimi, e pugnaci, Jon de i Vormandi ſuoi le impreſe conte Gli occhi d' amor, di ſdegno armar la frõte.
61 Raimondo& quel, che la ſua auguſta fama Kende illuftre co ſuoi ber tante impreſe, Di Toloſa il ſuo Popolos lama, COhe ſoſteria per lui ben mille offeſe; Moſtra voglie ́ honor, di Guerre brama, Ede i ſoldati ognun ne le conteſe Sj ſtima Capitan, ſotto s) grande Duce di lor fama immortal ſi ſpande. 62 Son Loteringhi gli altri, quei Picardi, Duce lor Guielmo,& Alemano, 7 rmati tutti d'arco, e de i lor dardi, Han cor di tigre, e s fatal la mano, Che feriſcon la meta, oue ſi guardi L uomo par piu nel guerreggiar lontano, Son ffa Piu numeroſi, e piu lodati Capitan Guerrieri, e i lor foldati. 646*40
I P 2 3. encipe Galero, eèl pio Lamberto D Aſba Conte, ol prudente Salomone, Com'³ parco nel dir, cos di merto Auuana ognuno ardito a la tenone; undebundo in battaglia,e prode, e eſperto Kegge Baiona, ei Kegni, e Son ſo
4 Quei, ohan de i Gigli d' ia i deε Gigli d or la Regia inſegna Sono emuli di Marte, e di Belhe§ 4 Il motto è nel ve„
„ lo:& vince, e regna; Portan de i venturieri la corona, Luu
Si che tra i Paladini ognun'¹
. un s'in Con virtude eternar 6 ſua Senenn Iteai perigli de le Guerre acceſe, 3
Ite Franchi felici a le alte impreſe.
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65 DVer voi dal' Aquilone, ù chiude il Reno, La Francia s'arma, e douel’ Appennino Dal Oriente ſerra ampio terreno, Ei Pirenei dal' Auſtro il gran domino, Scende ſin doue il mar Bertagna ba'n ſeno Cõ la Fiãdra Aquitania, a voi m inchino, Che trabete anco i Regni in voſtra parte, Sdeſtate a la Guerra il proprio Atarte. 66
(iò detto: Old s'ode chiamarz le vele Deggio lontan venire:& boſco,ò claſſe, Armataè di Venetia:&cco il crudele Leon drix a le prore, e dritte, e baſſe, Spiega le iuſegne a noi, Quinci a querele, eAltri al arme gridar, come intonaſte Da laria vn' vlular de l'empia Aletto, Cui riſpoſe Obelerio:& Guerra aſpetto.
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Sla Spaſa: Abi che voce, abi che ſpauento, De le noxe ſon queſti i nuntij infaufti? Porta Guerra il mio Regno, il mio cõtentor? Le vene ſon d humor quai fonti eſſauſti, Concorre il ſangue al core. Indi il tormento Creſce maggior dopo i) lieti, e fauſti; Si che in ſe accolto il ſangue, laſcia in viſo Pallidez&a, e da tema il cor conquiſo.
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Ache Regina mia cangiata in vifta, Diſſe Obelerio, e voi tremar pur veggio? Forſe ſen vien larmata a prima viſta Con terror, ma ſperar, creder pur deggio, Ch'ella ci porti il Regno, e vi contriſta, Ch'io riceuuto ſia nel Ducal ſeggio? Ma cheꝰ? ſe ſia biſogno, ecco mia deſtra Dela Vittoria in Guerra aſſai maeſtra.
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Ripiglia il dirl Ambaſciator Franceſe: La Pace, ò Guerra vi riporto in breue, Quiui ſpiegar del Re conuien le offeſe, Come incontrar larmata a me ſi deue; Hor Marinari voi le gia diſteſe Vele ſerrate voi: Quel ferro greue Alerri i legni qud: Doi ſlate in arme Pronti con cenni al bellicoſo carme.
Alonta


