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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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1 cxli ha it Caꝑ ſua inſegna; Hor ſtrano caſo Piu ſtnpendo mi s'offre del narrato, In Francia,en cor de gli huomini è rimaſo D'vn Can fido il ſeruire al patron grato; E ſcriuerne l'biſtoria ha perſuaſo A molti, come il Can fu in vn fteccato Con l'buomo a lui uemĩco, ambo potenti, Queſti di ſpada armato, il Can co denti. 512 Di fedeltàl imago il aue eſpone, Sia tetto il Ciel, ò purletto la terra In mare, in monti, in hoſchi,d ſuòl verone, Chi perſegue il Signor, contra'aſſerras Queſti contra il nemico hauea tenone, Da che tra boſchi ei corſe laſpra Guerra⸗ Quando fu morto il cordial Signore Da l'amico fellone, e traditore.

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Torna, e ritorna il Can da loco in loco Da la Cittade a i boſchi, e geme, e gode, Che ſia in cuftodia al corpo, e! latrar roco Publicaua al ſerenliniqua frode, Quandõ vedea'l nemicoin ira, in foco Rotaua i denti, e col latrato ſi ode Condannar! vcciſor del Patron morto, Ai parenti accuſare il fatto a torto.

73³ Troudſſ il corpo, e opra fu del Cane,

Oni non ſi ha piena ſena conteſte Na il Oiudice gli indici approua, e vane Stima del Can le accuſe, e meno honeſte; Decretò leggi giufte, ma ben ftrane, Che Phuom col Cane a duellar s'appreſtes Ambo fur pofti in nobile fleccato, ICan co' denti, e huom di ſpada armato.

54 Vhud con giudicio il ſuo auuerſario aſpetta, Qu

AMoſſo in furor s vccida in imboccando

La tagliente ſua ppada: Il Can s affretta Trapaſſar quella punta del ſuo brandoz Poi monta in rabbia, aſpira ala vendetta, Onde l'huom v afferra, e'n abbracciando Con le Xampe del buomo il collo, eꝰ petto Tra l vnghie,e ĩ denti lo tenea ben ſtretto.

1* Siche al fin l buom fu morto; E piu ſi crede⸗ Che Giuſtitia dal Ciel foſſe diſceſa Per dare al micidial giuſta mercede Del tradimenrto ſuo, de la ſua offeſa, Et a lamico de la rotta fede Il diè'i ſegno eſpreſſo: Ogrãde impreſa Da teßer con hi floria, ond ei ninſegna, Che fedelt incarrotta nel Can regna. 6

5 Franco? quel,che d Antario Re ſi vãta(as Trarne il ſuo ſangue, onde la Frãciaò det- De i Sicambri ha ſua gente forte, e tanta, Ch ono eſercito par ſi mona in fretta; Girando poſcia a fronte in altrettanta

A tre, a tre compar militia eletta,

Quegli è,&ha vn Giglio, antica inſegna in Giouẽtu ſcelta fiorita guãcia.(Frãcia.

57 (ompar Rinaldo Illuſtre in Chiaramonte Del gran Rinaldo ſucceßor ben degno⸗- Da cui ne trahe col nome impreſe conte Con bellicoſa gente, e nobil Regno;

COhe ſpianar con heroico honore vn monte, Et lualxar le valli con ingegno, 8 Emilitar ſi vanta con tale arte,(te. Che eſpugnar pud foue e vincer Mar-

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Quei, e han ſtendardꝗ verde con vn corno

Son cacciatori, e lor regge Ateone,

E come racciatore ei porta vn'orno

In vece de lo ſpiedo a la tenxone; Scorxe d' Allor gli ſcudi, il capo adorno Piu, che armato, fan capi di Leone,

O teſchi voti di ſilueſtre fere

Giran bartoni in mano, han mèbra auſtere.

59 uei, ch' vdiſte ftrillarè e la campagna Mordar con lor ſpeſſ, e ſtrani gridi, A gli aſſalti ſon pronti, e ſi accompagna Iltimor con lardir; ſon proprij,e infidi; Sammoto il loro Re non ſi ſcompagna Da le ſue ſquadre, ò pugni ĩ mõte, ò'n lidin Nemico ai Celti ingrati, e fondatore, E tra Galli ſi vanta eſſer Signore. Nel