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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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Aonta ei nel leguo: e va col vꝶto a prora Dio proſperi Venetia in pate eternau,

Verſo l'armata leneta ſolcando,

Il mare, e i remi con vgual dimora Battendo, a piene vele veleggiando, Poſcia vicino a lei ſi cala allpora 6a14 a vela, e i remi la naue afferrando Argine a le onde, e metton freno al mare, El Regio Ambaſciatore in poppa appare/

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Angelo accaglie in Maeſtad regale L'Orator regio, a la ſua desira il tiene, To fa ſedere a lalto ſoglio eguale, Sᷓdi parlar grata licentia ottiene; e LUAmbaſciator ſi leua,& giouiale Linchino rende, a chid vdir conuiene; Ma al Maguo imperator la mauo al ſeno Piega, e comincia il dit dolce, e ſereno.

72. O fortunata, o ben felice gente,

Cpe il rumorde tamburi, e'l ſuon di trombe

Fuggendo viue in vnion si ardente, Come hor fama di voi par, che rimbombe, Fama di Libertà, d' beroicamente Diuere in pace, e mauſolei, etombe Ella vi drixzera fra poca terra, Chell felice regnar fa odiar la Guerra.

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O voi, non niego, ani vi inuidio il Regno, Che a voi goder felici in su la baſe Del mar fondato il vero, eternos e degno

Gouerno d'Oittimati il Ciel ſuaſe; Chiara Cittd suùl acque, el ſuolo a ſdegno De le tempeſte ondeg gia, e dꝰtro a yn vaſe

De Adria veggio hora inuittaurmata

Farſi per via del mare al Cielo entrata.

74 Ben tre volte felici non ſoggetti Al flagello di Dio, d' Attila il Cane Che fuggiſte de gli Vnni ĩ crudi aſpetti, Poi che era il cibo lor le carni humane: Per ciò fral Iſolette in haſſi tetti Genti nobili, e ricche Italiane

Fondata in Pace per fuggir la Guerra.

, A NOT O:

Compraro altra, che Biiſo, in mar la terra

75 Ma ſe Vittoria è ſempre in man di Dio, Fia la Pace in man voftra, con paterna Ammonition di(arlos el pro deſioo«. Ben vi par, che pietade in lui ſi ſcerna, Con l hauer rotti ĩ patti del Re mio, in Dando nel mar ricetta al Greco infidoo Certo èlerror, comꝰè publico il grido.

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Deh forte Capitan, ma piu prudente,. Tua gloria d'i poter dare opra a la Pace, Accioche in Stato del regnar preſente Fallegrex a non ſia corta, e fallacc; Caulo è Romano Imperator potente, E lo sd'l Mtondo, ſein Guerra è pugnace, Domati ha i Regni, ei Barbari ſoggetti Son tributarij a lui vinti, e riſtretti.

77 Dunque, ſe a voi la gloria, e la ſalute

Deue eſſer grata, a voi la Pace ſia i Gratiſſima, ch'è madte di virtute; Ma gran mercede a voi Vittoria ſia, Ed'honor palme, in Guerra ſian cadute Le ſperanze del Res la Monarchia Reſterd forſe in Iſole riſtretta

D'altri Mondil Imperio al Re s'aſpetta? 73

Che pud apportar Fittoria hogia voi ceria,

Che pria la Patria, e ſi metta il Regno, Ela vita in poter di Guerra incerta? o Guerra, che avreca wno infernal diſdegno- Che oppugua la Giuſtitia in ſtrada aperta Con le morti, e le frodi; Hor quale ingegno Preualerd contral ingorde brame In lungo aſſedio in mard'horrida fame? 79 MNobil partito il Re per me appreſenta, Che nel ſeggio Ducal poniate vn vero Voſtro fratel Patricio, e ſia contenta Riconoſcer Venetiail Franco Impero; Llmperator Romano a voi douenta Protettor, difenſor, di fo ſincero, E di legge couforme ai voflii riti, Sempre pio nel donar, parco a le liti. (hi