ra,
rra
Kenqder tributo d queſto 1Im
§ E GO 40.. 4
Ai ſembrano importunes e Ypore tarde Eino, che arriui al Regnoi a lui m'accoſte, It in deſiar mia gloria il mio cor arde, Che mi toꝛna memoria in mofita lhoſte; Sperche al mio deſio par, che aſſui tarde Leſercito a domar le fore oppofte,
Vi piaccia al men su gli occhi de la mente La Raſſegna ſbiegar, come preſente.
21
Pipin fia Imperator del Campo Franco, Gioue mi ſembra in arme allhor tonante, D'oſtro veſtito ſplende egli non manca Del Sol, che'n mar declina roſſeg giante; Dall motoal'arme, e con la ſbada al fanco Si moue graue, qual Marte preſtante; Se non che'n viſo ei par giouane ancora, Tirtu de gli anni in vece lo auualora.
22 Acui la Spoſa? Vdifte laſentenxax Del Re mio Padre Imperator Romano? Pipin ſi ftana a la Regal preſena Quado il Re diſſe: In vã S'oppone, in vano, Ehenetia contende, e ſua potenxa SFi inßnge contra ée, ſe ben lontano; Farò ſpiegar dei Gigli d'or la inſegna, Per doue in terra d'n alto mar ſi regna. 2 Lo ſcetero deImperio, S il poſeeſſo Del AMondo a nol pacifico ſoggiace; A mia Regal Corona egli è commeſto, Si habbia la Guerra, chi non vuol la Pace⸗ Dal nobile, e fedele ammi gia eſpreſſo Nuntio del ver, ch'o! peſcator fallace, Eche menetia i patti, el'alma felde Ha rotto, onde Hoggetta eſßer non crede.
Lor Galee, ma lo infido Eletto Capitan de le mi
Tà, pugna, h Deneti condanna
d que/ perio degno Poma i ſuperbi, a gli humili da een.
DO—
17 25
Ne la ſede Ducal ripon lo Sᷓpoſo Di Caudida mia ßelia, e gente,& oro, Ex armi, e legni haurais ſia corag gioſo, Pugna, e trauaglia; degno del Alloro⸗ Fu in terta, e in Ciel Kotlando glorioſo, Lui ti sfor⁊a emular: Queſlo il theſoro De la vita del huomo in Hace, in Guerra Con virtù dominare il Ciel, la terra.
26 Pipin riſpoſe: OImperator, ben degno
D'imitare i miei Regi, ecco mi accingo, Dacquiſtarne m'arrogo non vn Regno Di Veuetia, di cui nome m'infin go, Regno di peſcatori: Io non indegno Germe ſarò del Regal ſangue, e ſtringo Con queſta ſpada, d Regio honore,ò morte, Con queſta impugno la Regal mia ſorte. 27
Dal Re partito ei comandd la moſtra De l eſercito in terra, o Claſſe in mare; Hor tu diuiſa, Imbaſciator, la noſtra Liua ſperanda, in che poſſiam regnares E Phofte, in cui Vittoria a noi dimoſtra Le ſue inſegne inuittiſſime iſpiegare; Ri pigliò! prode Caualier, le inſegne Dird del Campo Franco le piu degne.
2⁸
(omparue il pio Atilon, prole a'Orlando, Che nel inſegna ſpiega vn'aurea tromba; Fama è del Sãto a noi, che'n guerreggiãdo Quella ſond, che fino al Ciel rimbomba; Edi Ganno gli aguati publicando, Chiamd il ſuo Campo, e del martirio tõba Durindana ſi fo, che ſbexxò i marmi, Morendo a Dio, deftò i F ranceſi al'armi.
29 Queſli guida i Cenomani pugnaci
Forti ne l'arme, e docili d'ingegno⸗
Dal Contado di Braua altri ſeguaci,
Oe l'vno, el altro popolo è ben degno, Che ſi veggian nel'armil'alme audaci Cõ ſquadre aimate ſog giogare vn Regno, Fra gli Amor pio, nel dominar ſeuero, Digniſſimo Campion di vafto Impero.
Quel,


