—=
b
————
—————J—J—J———
—
16
*8
10 Qud, qud, dicean le Furie, artate i venti Aa vbbidire at infernal furore. Cid detto, ſi ſentian fieri ſerpenti Per l'aria ſibilar, recar terrore, Sparger veneni,& apparian le ardenti Eaci il Sole ingombrar col loro ardore, Si che volte al venir del reo Ribello Gonfian le vele, e ſcuotono il flagello. 11
Diene Obelerio con la Spoſa a canto, Veleggia ſeco vno Orator di Carlo, Quegli ſpera, com ei ſi arroge il vanto Pacifico nel Regno d' aſſegnarlo;
Le delicie a Italia,& altrettanto
De gli agi di Veuetia ad eſſaltarlo
Re felice venian rammemorando;
Ma Ambitione in lui giraua il brando. 12
Fama, che ſtd ne l'alto, e pien di piume Agile il corpo vola in mare, in terra, Si diffonde qual Sol di lume in lume, Grida in Venetia con ſilentio Guerra; Guerra ripiglia, e creſce in ſuo coſtume; S) che di bocca in bocca ſi diſſerra Voce di Guerra, e non ſi sd lautore; Ma che veng hi il Kibel crebbe il rumore.
13 For ſen more, com Echo, ma ſi auanza, Come da nebbie il Sol, qualhor riſtretto, Tanto piu ſcalda, e ſlende in abbondãxa, Sorgendo ĩ raggi del ſuo vago aſpetto⸗ Cos a la fama, s'altri pon tardana Nel creder per timore, ò per ſoſpetto, Qual vento dal ſuo fiato il nome prende Qual Sol, che ouũ que gira ei sẽpre ſplẽde. 14 Quante hal volgo, con tante lingue, e voci Juſurra,& oſa predir vario il fine, Annuntia le Vittorie, ò pur le Croci, Fra il prouare, ò negar, par che indouine; Perche in battaglia ſon gli euenti attroci, Prouide allhor Venetia a le ruine Di ineuitabil Guerra, onde in breui hore De l'armata cred! Imperatore ·
— — —
CA N TOG
15 eAngelo eletto fu con pio conſenſo 241 De' padri, e la Cittade al fatto applaude, ueſti Tabbraccian con vguale alſenſo,
E opolo ne ſpiega la ſua laude; I principe al fratel con duolo immenſo Raccomanda la Patria, e lempia fraude Del Ribello fratel apre, e condanna, A Dio ſcopre ſua fę, che non lo inganna.
16 4
Angelo in armi pur purato appare; Fonda la ſpeme in Dio, che mai non erra, Prende lo ſcettro Imperator di mare, Eʒ'vopo foſie Capitano in terra;
Con pumiltd, con virth heroiche, e rare
In Galea ferma il piè; poi Guerra, Guerra Si grida, ond egli al bellicoſo carme
Le vele ai venti, e dà le naui al'arme.
17 Deleggia in mar la formidabil Claſſe, Come talhor dal vento vn boſco è moſſo, E da terra, e da gli occhi al mar ſi traſſes Come dal Auſtro vn nboò ſpinto,e ſcoſſo: S' frettoloſa il mar par, che folcaſſe, Ope l'occhio dal ſuo oggetto è torto, e ſmoſ Si dilegua la viſta, e torna al lido,(ſo, Poi ripiglid la voce vn nobil grido. 18 ualhora Eolo Re disfrena i venti, She'n chiuſo ſaſio contendeano in Guerra; P'on contra l'altro ſbira ĩ hiati ardenti, Che conturbano il mar, ſcuoton la terra; yeneti fratei, quai duo torrenti, Fiero inctro attendean, ſe non che vn'erra Moſſo da Ambition, I'altrod Amore Per la Patria, amendui ſono in furore. 19 Staſſi Obelerio ne la armata naue Acanto de la Spoſa, e cosi dice: Spoſa Candida mia quanto ſoaue Trarem la vita in Regno s felice, Ma la repulſa a noi pur troppo graue Reſami da la Patria a me non lice Sopportar, ne temer, la Guerra in ſine A noi povterd honore, a lei ruine. 1 i
——


