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Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
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18 CG A NOP O?

30:

Quel, che'ncanitie graue aperta fronte Moftra, e nel core animo, e for e inuitte, Vien curua il dorſo, e ſoſterebbe un monte, Fore egualiad Atlãte han lui deſcritte: Ondè par con virtu, che al Ciel ſormonte Per ſeco ſaſtener con le preſcrittei Læggi, ò patti col tempo il Mondotutto- De i moti egli è del Ciel dotto,et inſtrutto.

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35 Zaldouin de Bugliani, e gloria, eſeme Da Vienna, ò ferace Delhinato

Scelto ha ſua Gente, ond'ba bẽ᷑ certaſeme

Con lo ſtendardo a lariadiſpiegato,

Che'l ſuo regio Delfin con forxe eſtreme

In Battaglia naual ſi moſtri alato,

COome tra peſci il piu veloce, e dottoo

Porta, e fugge tempeita; legge il motto- 3 2

Tra ĩ Germani, il mar gante ſi noma

D'Alobragi, che'n manothan ſuoi de tiui, Eda la ſbada lor ſorte ſi doma, oti in Francis frau primi a i biödi crim; Se Roma pauentdò la folta chioma Fabio n'atte ſta. Hor de gli ermi confini Le fortiſſime ſquadre ha'n ſuv gouenno, Cbhe d incãtrar la morte tutte a ſcheruo.

. 33* Douꝰi piu lato il ſuolo egli comparte-

Con tromba, e di militia con grande arte Ji riſtringono in cerchio, qual torrentes Ed ecco viene il gran terror di Marte, En meza luna al Re compar preſente, II Duce in meæxxo a! vno, e Taltro corno

Std in viſta allegra, in lucide armi adorno-

34 Segue inuitto, e fortiſſimo Sanſone, In cui ſpira pruden a aſzai viuace, Co' ſuoi Borgundi ha foræa di Leone, Quando ei diſſe con voce alta, e pugnace. Al'arme;(he ſi fa? Fra il paragone Correte voi con ordine fugace,) Qud girates ecco il Rea fermate il roftro Del Caual militars U honore è voſtro.

37* Notafte il ſuo Dragon ne l'elmo d'oro

Con la coda aggirare ardent ſpire/, Spirar la ſpuma dal horribil Choroi De' deutii e da tre lingue ilfoco vſcires Ondò, che quelle il apitano loro Leccarò in faſce, efra prudengae l'ire En Dmuont alltt nhamanht vedes Quindi adulto Sanſon ſaggio ſi crede- 6

364*

A la fatica pronti, al cibo parchi 21 Popoli auuex xi a prolungan le Guerre Con ſitiche ſaettes e con torti archiꝰ Iugombran di terror tutte le terre:

E quæanta piu di ferro ſono ſcarchi, Souo agili in pugnar par, ſi diſſerre Da gli ſtrali vnanebbia, e'n aggirarſi Guerreggiano fugati, exranti, e ſparſt-

37*

Ohelerio ſoggiunſe c E qual àil Duce? Mi ſembia in viſta(apaneo Gigautes Com ei ſourasta a gli altri, vn occhio truce

AMoſtra volers che alci us gli ſia auuante; Quel, chell gran moto militan ci adducer Scudo con ſcudo,& armi ad armi inante? Paſcia ſue ſquadre in guerreggiar diuide, Strenuo mi par fratuuti vu nouo Alcide

38 Ripigliò tdir: Queſtad la texia inſagna E moue aſchiere la ſua inſtrutta gente, H

Con quei Grißi nemici ul grau Lennese. Quindi il prò Durein moſtta anco ainge- Di moſtrarſi magaanimo Campiones(Cna⸗ Aſtolfo à quegli, che quaſi non drgna Trar la ſua vita, e'l cor da altra cagione⸗- Che da la Gueria, e tanto ei ſitien forte⸗ Che ſprezXa, ardiſce ſuperar la morte-

39 gS'ei piu grand'è di corpos ò pur di corés Dir non ſaprei, faggio di cor, di mentesꝝ Non tralignan ſue ſquadre, che in furore Le ſaceie intingon di roſſore ardentes Mai ſempre inuitto, e tale èl lor valore⸗

Che in corſo ſembra fluuial torrente,

Noll trattien fangue,ò morte, arme, 3 pu Chei non arriui al deſtinato loco. Gac Ripréſe