Druckschrift 
Venetia libera : poema heroico / Camillo Pancetti da Serraualle
Entstehung
Seite
11
Einzelbild herunterladen

2,

an cöte

eterna erna.

A 1

H R m M O.

* 90

Figlia di Gioue ſon, madre d'Amore, E Dea non ne la bellegXa vguale, Cedano il vanto a me, rendan'honore Almio Nume al mio bel corpo immorta- Eardò hene io quelle in helta minore,(le, Che fra laſciuie lor belta mortale Hara ſcemi, hor marciſca nel diletto, E ſi diformi il bel menrito aſpetto.

91

Acui Ginnone: E chi ti erede, o Dea Fra lalaſciuie tue Veneta amante? Queſti ſon tuoi di Troia, el ſeme hauea Da ſcemarti l'honor nel mal coſtante ę E quale honor preſumi? ſe la rea lita tel toglie con laſciuie tante? Laſcia a noi, qui' honor trattar s etta Contra Lenetia il vanto di vendetta.

92 La noſtra Ambitjune opra ben degna Col Kibel di Venetia ordiſce, e trama; Onad'ei di Guerra vu lieto fhin diſegna,

955 Non s0, ſe piu eormenaa, 0, ſe pin bea Quella vana belta, di che:i vanti; , che t' adora quella turba rea De tuoi leneti vaghi,e vani amanti; A te pat la beltd eſter l'idoa al goder vero, a noi ſi Dominanti; Chi nte contpla il Ciel, proua b'inferno, hi in noi reſida, regnerd in eteruo.

1 94 (3. detto, alei foggiuuſe il bel Cu pido- Cba ti crede, o COiunon, vano ſi Kima; Si Dea des vago vonto, undi0 coufido Di morderti nel cor con ſorda lima; Mia madre, I io ſaggetterem linfido Huomo nato di carne ne Huo clima, Degne boſlam fra ves Ie e fra bellexxa Guerre inne flarui, e'n lun pitar fortegXa.

11

9. Forteza in ſegulr oenſe allbor, ch'Amore Con voglie manſuete è Kedel Mondo,

Se gĩonansſi ſcorge alto è! valore

Del placddo, e ſuo bel riſo giocondo;

Se veglio lo conſigliæ ingannatore

In crudeltd a null altro ei ſia ſecon do,

Pin ſlabili ne fanno ſuoi diſegni

D'amanti l ire, e i feruidi diſdegni. 6

Oud iode harti, e leſcienge a pieno Maſtro mi ſlimo, a giouani le inſegno, Vei, luſinghe, parolette in ſeno Semino d'ogni cor, ch'ò mio gran Regno. RHor fra il dolce gioir miſchio il veueno, Hora nel cor d'amanti io pianto il ſeguo Di mia Vittoria vinto ancor vincendo, E vino in duo begli occhi il cor perdendo.

97 Strane forge d' Amor, ſe ei vince, perde, E vincitore altrui ſi dona vinto, Con le amoroſe ſue freccie di ſberde Lodio, bor lo impronta da dolce ira ſbinto; Schi uon tien di voi memoria verde,(to? Che ognun cede al' dᷣmor, da Amor cöuin- Tra il piãto, e'l riſo o ſempre Amor, quãdo Noto è l'alto poter, nota è ſua fama.(ama, 8

9 Tacques E Pluton nel ſuo furor lampeggia. E gli occhi aſſſa ebri di Iangue, e dira ual rea Cometa? viſo arde, e fiãmeggia, L bocca infernale il foco ſira: Scuote la folta chioma, e poi vag heggia Ilſuo bel denigrato, indi, ſoſtira; Alma non d sl intre pida, es⸗ forte, Che aff ſandoſi in lui non ceda a morte.

99 Doi diſſe: E ſia quel forte d'armi pieno,

uante Pulcano ha compartitoa Aarte, Fulmini Dio ver noi dal ſuo ſereno

A difeſa de'huomos& ſia tanta arte

Ne i Veneti lo ingegno, almo terreno, Sia fondata in quel d), di cui gran parte N'hebbe Dio con ſuoi futi, che deſtina Sia Uuetia de! Aaria in Atar Rexina.

2 2 Locaro