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Der l'aria infetta il mal da tutti i lati Prende col vitto peʒlilente forxa, Ed'innocenxa, e di bellexa ornati IGiouani a morir la Pe ſle isforxa;
De la teſla, e dal duol del cor gratati
Si ſcioglie il nodo de la wita a ſoræa,
Mano infernal corroupe con ſua poſſa,
El cor', el ſangue humansla carne, e l'oſſa. r
Cosi Venetia, che per ampi mari La fama del regnar fondo in tanti anni, Quella, ch'a Diao dirix a i ſacri altari, Caderd deſſolata in tauti affanni.(uari Gli buomini ingrati a i Dei, del proprio a- Sarrogan uanto aſſunti ne gli ſcanni D'eternarſi con Dio, d eſſer gli heredi
Del( ielo,caderanno a ĩ noſtri piedi. 82,
Saprò ben cauto veglio, aerei numi, Concitar vn con l'altro a ciuil Guerra, S& di ſediition voglie, e coſtumi Deſtar contra il gouerno humano in terra; La viſta in ¶ iel de gli ftellanti lumi Ampia ſtrada al Inferno anco diſſerra Per far correre il ſangue nel Riuo alto Dando al Leon con piu Leoni aſſalto.
83 II fratel col fratel, col padre il figlio Disfiderò a conteſa, e ognuno ardito, Pronto di man, di lingua, e di conſiglio, Impetuoſo, e da noi Dei nudrito, Non ſangue, d TPatria, ò roba, e nõ periglio Itimerd per darſine al'ordito, A ſtuolo a ſtuolo i Veneti sfidati Di qud, di la ſtaran con gli odij armati. 84 Tarerammi veder quell'odio innato Tra(artagine, e Roma rinouarſi, Qual bora in alto mare han preparato Veneti, e Genoueſi a Guerra armarſt, Creſcerd in crude etragi odio ſbietato; Si che tra lor bramando vindicarſi, Botti empiran deꝰ corpi in ſal conditi, Sſen cibo ale moglii lor mariti.
C A N T O
85 Tacque, e in crſa ſi moſſe Flegetonte, Quindi'uat latrar(erberoil cane, Le Furie acceſe a le vendette pronte AMoſſero voci d'allegreæXa iſtrane; Cintio allhor diſſe: Hor quaſi non ſian cate Le magnanime impreſe Venetiane, LW'occhio uoſtro del Mondo,ò lampa eterna Par che'l vero in Peedir meglio diſcerna. 6
Di Republica ſaggia l alta aſceſa Non ammiraſte voi numi d'Inferno? In queſta guerra io ſcorgo heroica impreſa, Sdi Venetia il Regno, che fia eterno; Ond ei ftard con temeraria offeſa Contral Imperio noftro, e'l lor gouerno Col timor de la pena, hor con l'amore Del premio eſtinguera lodio, el furore. 3
7 Segul Nettun: Vedrò del' Adria il mare
Solcare i Galconi con tante arme,
Con tante Genti, e con taute arti rare, Che vna GQitta nel mar fondata parme, Che ſopra il dorſo ondoſo veleggiare,
& ſino al centro ardiſca indi fugarme Col. ſuono, e col tremoto guerreggiando, Da i caui ferri i fulmini ſcoccando.
88 Fluſſi, e refluſſi ne Tondoſo Regno, Le tempefte,& il vortice, el'hiato Freno, e disfreno, e con mie man ſoſtegno, Frametto al' Oceano infuriato; Mi ſi inneſti corona al fatto degno Sommergerò Tenetia, ecco il mio fato; Vedra Venetia, ch'a noi Dei faguerra, Ca- Che il mar la inõda, ô dẽtro al mar s'atter 89 Denere allbor con gratioſo riſo, Poi con roco ſoſpir prorompe, e dice: Dunque faran di ſe lor Paradiſo Femmine Denetiane? e tanto lice? Da l'alme lor beltadi vien deriſo Il mio honor, e ſuo honor pregian felice? Eia da le belle mia beltd negletta, Snon fulminerò la mia vendetta? Figlia


