S— 2—ͤſ
————ZZZöZöJ——— 7—.——————
g OA NT
60
1
65
Pauento il giorno, in cui Pergine,e Madre, Lo ſcorpio a fronte ſparge ilſuo veneno
E Spoſa concepꝰ parto dinino, Terribile via piu di quelle.ſquadre, Ch'acquiſtaro nel Ciel certo domino; In quel dl decretòl&terno Padre,
Che ſia l huomo d' Empireo Cittadino, Abi ch vna Donna ci ſchiacciò le corna,
Al danno nostro vn tal giorno ritorna. 61
Efondata Venetia in quel tal giorno,
Cpon non sô, che di ſanto ha il ſuo natale;
D'Ango portaua il vel nel ſuo ſoggiorno L'Ariete aurato, e il ſoglio Martiale A AMtarte ſerba,& a Denetia il Corno, Maſtra il gouerno ſuo Regio immortale; Aa riſorgendo il ſeme anco fraterno Sedicioſo rende vgual gouerno. .. 62 Forſe per le ricchez Xe in copia tanta, Per la prudena di quei Tadri primi,
Venetia tra Ottimati hauer ſi vanta
Vonore in terra, e gradi i piu ſublimi; Indi acquiflarſi in Ciel nome di Santa, Onde eterna Republica ſi ſlimi,
Perc ha in Dominio del bel Capro d'oro Vita felice, e noua etd de l'oro. 63 4
Oppoſto? Marte, e gira adietro il piede, Fcon la Libra piu benigna face, E ſplende in faccia a enere, e poi cede; Sorge d e' Peſci il trigono viuace, Che meco aſcende a la celeſte ſede Di Gioue, ond'è benigno, e inclina a Pace; Aa a canto il Tauro al culto de la menſa Di beltade, e d Amor forme diſpenſa.
54 Quefli nel Mondo il regal ſuo gouerno Ne i Regni al' huõ cõmette ai Regi grato,
Onde inuidian Tiranni al Regno eterno;
Shanno i Gemini ſeco auco atrogato Tra le nubi, el Empireoalto, e ſuperno, Trouar la Sapiena, mal'irato Capo di Diago oppofio a la ſua coda Fa nero Ecliſſi, acciò chel ver non soda.
Da l'aſpra coda, e inalal bumil ſemes Ma trerꝛulo ne i raggi ei non ha freno Ne le laſciuie proprie, hor gode, hor temes A gran paſſ ftà lungi, onde non meno AMoftra maluagitd nel hore eſtreme Saturno il veglio, eſe prolunga gli anni,
Dura è la vita fra s lunghi affanni. 66
gioue a canto conduce laſua ſtella D'Aquario, e inclina a ben felice vita; Que ſli prouido d arte: e di fauella Lamicitia de i Re rende gradita, E ſomma gloria il ſuo Oriente appella; Aa la inuidia v˙ ſeco, ch'è nudrita Tra i piu felici, e inuidioſa laßia Il proprio latte, e gli altrui merti abbaſſa.
6
Segue a lui lincotante(apricorno, Cp'ale varie laſcinie, a gli odij inclina; O Dei farem, che queſti apra quel giorno, Ch'a le Citid minaccia armi, e ruina; Ma la Pietd, che in Cielo ha il ſuo ritorno II Sagittario fa del Ciel Regina Con arti, e con ingegno buman fecondo Non ſol del mar Venetia; ma del Mondo.
68
I Cancro piu vicino al huomo inſegna Trattar merci,& eſorta il gran Leone Peregrinar doue piu l'or ne regna, Mercar perle, e pigliar col mar tenæone; Spiegherd ne la naſcita la inſegna, Onde al fin, come il Ciel ſue leggi eſpone, Venetia acquiſterà nome di Santa Per l'alma ſua Pietad, di cui ſi vanta.
69 Siam diuiſi dal Ciel, quaſi dal Mondo, E non temiam fallir di ſcuſa indegno? Per me ardinò con lo mio flil facondo Farmi d'heroico ſin l'eſempio degno; AMa in van pugniamo, o Dei, chell noſtro Ci trahe sõmerſi nel tartareo Regno(põdo Intendete voi fleſſi, e vi ſia il fine Argomento di noue alte ruin. ecuĩi


